Crisi internazionali08 agosto 2026 alle 00:18Ad Alghero in prima linea mamme, mogli e bambini

Per cinque mesi hanno contato i giorni guardando il telefono, aspettando quel messaggio della buonanotte che arrivava dal Libano. Ieri sera, invece, gli occhi erano tutti puntati sul tabellone degli arrivi dell'aeroporto di Alghero. Nella sala d'attesa c’erano mogli, genitori, figli e amici, con striscioni, fiori e cartelloni preparati dai bambini. Alle 18.45 il volo proveniente da Beirut, atteso il giorno precedente ma rinviato a causa di un bird strike, è finalmente atterrato riportando a casa una settantina di "Dimonios" della Brigata Sassari, reduci da cinque mesi di missione Unifil in Libano.

Le famiglie

L'emozione era palpabile già prima dell'apertura delle porte. «Sono orgogliosa di mio figlio Claudio, – racconta mamma Assunta – ha già fatto tante missioni, ma ogni volta per me è come se fosse la prima». Poco distante Ilaria, arrivata da Ploaghe con i suoi due figli adolescenti, sorride pensando alla sorpresa organizzata per il marito Pierangelo. «Poi finalmente andremo al mare tutti insieme». Sara, di Quartu Sant'Elena, tiene in braccio il piccolo Samuele, 18 mesi, mentre accanto a lei ci sono gli altri due figli. «È partito che era in fasce», racconta. Silvia, arrivata da Sassari, stringe un grande mazzo di girasoli destinato a Fabio. Ma il regalo più bello è quello preparato dal loro bambino Damiano: un cartellone colorato con la scritta "Missione compiuta, bentornato babbo". Poco più in là un altro bimbo, due anni, corre senza sosta con una maglietta che recita "My dad, my hero", gridando continuamente “papà, papà”.