Crescono ancora le risorse destinate al sistema universitario campano, che si conferma un polo di eccellenza riconosciuto anche in termini di investimenti statali. Il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che stabilisce i criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario, lo strumento cardine con cui lo Stato sostiene il funzionamento degli atenei, la didattica, la ricerca e il personale. Agli atenei statali della Campania sono stati assegnati circa 849,9 milioni di euro: una cifra in crescita di 2,3 milioni rispetto al 2025 e del 25,6% rispetto al 2019, a testimonianza di un rafforzamento costante degli investimenti nel sistema accademico regionale.

LA DISTRIBUZIONE A guidare la classifica campana c’è sempre l’Università Federico II, ateneo di riferimento del Mezzogiorno, cui vanno 408,2 milioni di euro. Seguono l'Università di Salerno con 153,1 milioni, l’Università Vanvitelli con circa 142,9 milioni e l’Università Parthenope, che con quasi 58,9 milioni registra un incremento del 5% rispetto allo scorso anno, anche quest’anno tra i più significativi dell'intero panorama regionale. Chiudono il quadro l’Università l'Orientale, con 41 milioni, l’Università del Sannio, con 25,5 milioni, e la Scuola Superiore Meridionale, con 20,4 milioni di euro: numeri che restituiscono l'immagine di un sistema articolato, capace di attrarre risorse crescenti su tutto il territorio. Letti nel loro insieme, confermano la solidità del sistema universitario campano: atenei capaci non soltanto di mantenere, ma di accrescere il proprio peso specifico all'interno della distribuzione nazionale delle risorse, in un contesto in cui la qualità della ricerca e la capacità progettuale diventano criteri sempre più determinanti. IL QUADRO NAZIONALE A livello nazionale, il Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2026 sale a 9,415 miliardi di euro, con un incremento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% se confrontato al 2019. Tra le principali novità dell'anno, l'introduzione di una misura dedicata al finanziamento di progetti strategici presentati direttamente dagli atenei. Sono inoltre previsti fondi nazionali ad hoc per i corsi di Medicina, pari a 50 milioni di euro, il doppio rispetto allo scorso anno, che verranno ripartiti in base al numero degli iscritti. Sul decreto sono stati acquisiti i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU). I PARERI Sul decreto sono stati acquisiti i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (Cnsu). La Crui, presieduta dalla rettrice di Ferrara Laura Ramaciotti, ha espresso «parere pienamente favorevole», sottolineando come l'impianto della ripartizione assicuri «un equilibrato bilanciamento tra la valorizzazione del merito e la stabilità economico-finanziaria delle istituzioni universitarie». La Conferenza ha inoltre giudicato «molto positiva» la scelta di procedere all'immediata ripartizione delle risorse, che «soddisfa l'esigenza prioritaria di fornire alle Università una tempestiva certezza in ordine alle assegnazioni finanziarie per l'esercizio in corso».