ROMA – Mentre le bande estendono il loro controllo da Port-au-Prince ad altre aree del Paese, le organizzazioni guidate da donne continuano a garantire un sostegno essenziale alle vittime di violenza e sfollamento. Offrono assistenza, negoziano l'accesso agli aiuti umanitari e lavorano per prevenire una nuova escalation del conflitto. Ora, però, devono fare i conti con una nuova emergenza: i tagli ai finanziamenti, che rischiano di compromettere il loro lavoro proprio quando i bisogni sono in aumento.

Il ruolo delle organizzazioni non governative. Roselene Pierre è la presidente del Rassemblement de Femmes Engagées de Ouanaminthe (RFEO), un'organizzazione sostenuta da UN Women che nel Nord-Est di Haiti offre assistenza 24 ore su 24 a donne e bambini. La violenza sempre più diffusa, costringe intere famiglie a fuggire dalle proprie case e ad abbandonare le comunità di origine. Si aggiunge poi un'altra emergenza: l'arrivo degli haitiani rimpatriati dalla Repubblica Dominicana, molti dei quali erano stati letteralmente deportati.RFEO li accoglie con un pacchetto di assistenza che comprende registrazione, alloggio temporaneo, kit igienici, vestiti, biancheria intima e sostegno psicologico. L'organizzazione offre loro servizi di mediazione familiare, formazione professionale e assistenza finanziaria, per consentire alle donne di mettere sù piccole attività e ricostruirsi una vita.