Eleonora Tiribocchi
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Riccardo Magi +EU
È arrivata la decisione che molti aspettavano. Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso d’urgenza ex articolo 700 c.p.c. presentato da un gruppo di iscritti contro +Europa e la sua dirigenza, obbligando l’attuale vicepresidente facente funzioni dell’Assemblea a inserire nell’ordine del giorno della seduta del 10 agosto l’elezione del nuovo presidente dell’Assemblea. Un passaggio che, di fatto, sblocca la partita rimasta congelata dopo le dimissioni di Agnese Balducci, che aveva lasciato a seguito di una richiesta di sfiducia nei suoi confronti votata da più della metà dei membri dell’Assemblea.
Lo scontro dentro +Europa è esploso mesi fa e non si è mai spento. Ad aprile l’Assemblea aveva approvato con 52 voti su 100 una mozione, presentata dal presidente del partito Matteo Hallissey e da Benedetto Della Vedova, che chiedeva l’azzeramento della segreteria e la convocazione del congresso anticipato. La motivazione politica? La necessità di restituire agli iscritti la scelta della linea politica ed elettorale del partito, ormai spaccato in tre: chi lo vorrebbe far confluire dentro Casa Riformista, chi immagina una lista insieme a Progetto Civico e al PSI e chi vorrebbe l’uscita del partito dal campo largo per aprire al nuovo polo europeista animato da Calenda, Picierno, Marattin e dall’ex vicesegretario di +E Falasca. La mozione Hallisey-Della Vedova era però stata dichiarata “non legittima” dall’allora presidente dell’Assemblea, sulla base dell’interpretazione statutaria secondo cui il congresso si tiene ogni tre anni salvo una sfiducia votata da almeno i due terzi dell’Assemblea, morte o impossibilità del segretario.







