Di: SEIDISERA - Francesca Motta / M. Ang. Il canton Ticino è attivo con un programma di screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto e del seno. Il programma offre la possibilità, a una fascia della popolazione, di effettuare gratuitamente dei test di diagnosi precoce. Quello del colon-retto esiste dal 2023 e nel primo biennio ha visto la risposta di oltre 50’000 persone. Ben 108’000 ticinesi, uomini e donne fra i 50 e i 69 anni, si sono visti recapitare gli anni scorsi una lettera dal Centro programma Screening, un invito a effettuare un test FIT (Fecal Immunochemical Test), che prevede la raccolta di un piccolo campione di feci con un apposito kit. L’obiettivo: ricercare l’eventuale presenza di sangue nelle feci, possibile indicatore di un tumore al colon. “Abbiamo una parte di test FIT che diventano positivi. Sono circa tra il 5 e l’8% e in questo caso è raccomandata la colonscopia, anch’essa coperta dal punto di vista finanziario, e quindi gratuita”, spiega ai microfoni della trasmissione radiofonica della RSI SEIDISERA, Andrea Bordoni, responsabile medico del Centro Programma Screening Ticino. Diagnosi precoce: 630 lesioni individuateDi questo 5-8%, circa tre persone su quattro sono risultate - dopo colonscopia - avere delle lesioni. Si tratta di circa 630 persone. Questa diagnosi precoce quanto incide poi sulla salute della persona? “Da studi scientifici è noto che gli esami di diagnosi precoce per il tumore del colon retto riducono del 50% la mortalità, quindi questo è sicuramente un ottimo risultato. Inoltre, in termini di qualità di vita, la diagnosi precoce permette di intraprendere trattamenti meno invasivi, con meno effetti collaterali, quindi questo sicuramente si traduce in modo favorevole per il paziente”, spiega Alessandra Spitale, responsabile del Centro Programma Screening Ticino. Il test va ripetuto ogni due anniIl test FIT è da ripetere ogni due anni perché mantenga la sua efficacia. Il centro si occupa di contattare tutta la popolazione interessata. Nel primo biennio l’invito è stato esteso appunto a 108’000 persone. Hanno risposto in 50’000 effettuando il test FIT oppure comunicando al centro di aver già eseguito una colonscopia precedentemente. Una risposta quindi dal 50% circa è soddisfacente? “Sicuramente c’è un margine di miglioramento. Ci attendiamo che nell’arco dei prossimi anni la popolazione si abitui sempre di più a ricevere questo invito da parte del Cantone e aderisca maggiormente all’invito”, dice Spitale. Il nodo di chi non partecipaChi non partecipa, ma si è già sottoposto a una colonscopia, ha raggiunto l’obiettivo di prevenzione. Il nodo sta in quella parte di popolazione che non partecipa e non ha fatto nessun esame. “L’idea di proporre il test FIT da parte del Cantone era quella di proporre un esame semplice, proprio per andare a cercare queste persone che non fanno nemmeno la colonscopia, quindi che rimangono completamente fuori dalla possibilità della prevenzione della malattia tumorale. Quello che è sicuro è che nell’ambito del seno abbiamo poche diagnosi che si basano su sintomi, cioè dove la persona arriva in ospedale perché ha dei sintomi, mentre nel colon retto sono quasi la metà, quindi c’è ancora terreno da recuperare”. Screening mammografico: oltre 10 anni di attivitàLo screening mammografico è l’altro programma che da oltre 10 anni ha per obiettivo di raggiungere le donne dai 50 ai 69 anni a scopi preventivi. La metà dei tumori al seno diagnosticati in Ticino in questa fascia d’età lo sono proprio nell’ambito dello screening. Ma il tumore è diffuso anche in donne più giovani. Ecco perché gli addetti ai lavori vorrebbero abbassare il limite d’età a 45 anni. Adesione in crescita: dal 50% al 65%Come per lo screening del colon, anche lo screening mammografico riceveva in principio il 50% di risposte rispetto a tutte le donne contattate. Oggi questa risposta è migliorata, si attesta al 65% e riesce a intercettare 80 tumori all’anno, spesso a uno stadio precoce. Un buon risultato, secondo gli addetti ai lavori, che però vorrebbero fare di più. “Sicuramente il limite di età di invito della popolazione femminile potrebbe essere abbassato ai 45 anni. Recentemente tre società mediche svizzere si sono esposte, raccomandando l’abbassamento del limite di età. Questa è anche una raccomandazione a livello europeo. In Svizzera abbiamo necessità di un cambiamento dell’ordinanza federale che valuta e che copre gli esami di screening riconosciuti fuori franchigia all’interno dei programmi di screening”, sottolinea Alessandra Spitale.Perché abbassare il limite d’etàLa ragione di questo auspicio è la medesima che sta alla base dello screening stesso: prima si diagnostica un tumore, meglio si può curare la paziente.Doppio controllo per maggiore qualitàIn Ticino 16’000 donne ogni anno aderiscono allo screening. Il risultato della mammografia è comunicato loro dopo l’analisi non di uno, bensì di due radiologi. Come mai questo doppio controllo? “Due radiologi in modo indipendente leggono entrambi la mammografia della donna e questa lettura indipendente va ad aumentare la qualità del risultato, riduce la possibilità di un falso positivo o di un falso negativo. Aiuta meglio a trovare la lesione se c’è, proprio perché due persone la guardano separatamente e senza consultarsi”, spiega il dottor Bordoni. Risultati in quattro giorni, esame gratuitoIn caso di dubbi, il risultato viene controllato una terza volta. Questo può allungare leggermente i tempi di comunicazione alla paziente, ma nella stragrande maggioranza dei casi la comunicazione arriva entro quattro giorni lavorativi.Fino a questo punto per la paziente non ci sono costi da sostenere. La mammografia è gratuita. “In più la quota di partecipazione del 10% che noi tutti paghiamo per qualsiasi esame medico che eseguiamo, in questo caso è coperta dal Cantone. Questo perché il Cantone vuole proprio offrire questa possibilità di partecipare, di eseguire un esame di diagnosi precoce che sia completamente gratuito, che abbatta ogni problema a livello economico”, dice Spitale. Richiami per accertamentiDelle 16’000 donne che fanno il test, il 5% viene richiamata per accertamenti. Ulteriori esami a questo punto saranno presi a carico dalla cassa malati, secondo franchigia.