Sanità.25 luglio 2026 alle 00:41Oltre la metà di chi può eseguirli gratuitamente rinuncia alla visita
Screening oncologi: nel Medio Campidano molto più della metà degli invitati ha detto no. A fotografare la prevenzione anticancro è la stessa Asl che anche quest’anno, se da un lato porta buone notizie sull’estensione dei programmi, dall’altro evidenzia i numeri negativi dell’adesione. Il paradosso lo registra la mammografia: invitate tutte le donne tra i 50 e 69, circa 14mila, poco più di 5mila ha risposto sì. «La maggior parte dei tumori», ricorda il manager, Joseph Polimeni, «può essere individuata ed eliminata con una diagnosi precoce. Per questo stiamo ottimizzando i percorsi di screening, rinnovando alla popolazione bersaglio l’importanza di aderire alla chiamata».
I numeri
Tra i motivi del rifiuto c’è la paura dell’esito, la convinzione di non averne bisogno poiché asintomatici, la mancanza di tempo, soprattutto la difficoltà a raggiungere la sede, per la mammografia l’ospedale di San Gavino.
A parte la mammografia, c’è ancora molto da fare anche per il tumore della cervice uterina, delle 87% delle donne, tra 25 e 64 anni, ha aderito il 49%. Meno per il cancro del colon retto, dei 91% di uomini e donne tra 50 e 49 anni, ha risposto il 34%. La stragrande maggioranza non sfrutta la possibilità dell’offerta salvavita, per di più gratuitamente. Resta il fatto che le neoplasie sono in aumento, nel Campidano le più frequenti colpiscono il polmone, il colon-retto, la mammella, la prostata e la vescica.









