Da quasi due anni, questa vicenda dai molteplici colpi di scena oppone e coinvolge diversi attori: l’Assemblea nazionale e la sua presidente Yaël Braun-Pivet, il Comune di Parigi e l’associazione Sites & Monuments.
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Il progetto per il nuovo padiglione d’accoglienza dell’Assemblea nazionale è ben lontano dal mettere tutti d’accordo. Promosso dalla presidente dell’istituzione, Yaël Braun-Pivet, prevede di sostituire il padiglione storico in pietra, risalente al 1888, con una struttura contemporanea in vetro. Il futuro edificio dovrebbe ospitare un negozio, una caffetteria e spazi pedagogici, funzioni che l’associazione Sites & Monuments giudica secondarie per un Parlamento.
"Il problema è che questo edificio verrebbe a rompere questa simmetria e introdurrebbe materiali in grande quantità, cioè il vetro", spiega a Euronews Julien Lacaze, presidente di Sites & Monuments. Ricorda che il progetto deve vedere la luce all’interno di un Sito patrimoniale notevole (SPR) del VII arrondissement, nel perimetro iscritto al patrimonio mondiale dell’Unesco.
A suo avviso, il progetto architettonico rompe l’armonia storica dei lungosenna a più livelli: spezza la simmetria tra la Madeleine e il colonnato del Palais-Bourbon, introduce massicciamente il vetro in un insieme dominato dalla pietra e altera l’orizzontalità e l’unità architettonica del sito.












