A distanza di appena quattro giorni dalla certificazione del Boeing 737 Max 7, arriva un nuovo campanello d’allarme per il costruttore americano. La Federal Aviation Administration (Faa), che il 3 agosto aveva dato il via libera al modello dopo quasi un decennio di verifiche e rinvii, ha ora ordinato ispezioni obbligatorie sui Boeing 737 Max 8, Max 9 e Max 8-200 per verificare la possibile presenza di crepe nella fusoliera. La direttiva, che entrerà in vigore dal 10 settembre, riguarda 471 aerei negli Stati Uniti e circa 1.429 nel resto del mondo. Al momento non è previsto il fermo della flotta, ma le compagnie dovranno effettuare controlli nella zona del bear strap, il rinforzo strutturale del portellone di servizio anteriore, dove è stato individuato un potenziale problema.

La decisione della Faa arriva in un momento particolarmente delicato per Boeing. Solo pochi giorni fa l’autorità federale aveva annunciato la certificazione del 737 Max 7, il più piccolo della famiglia Max, definendola il risultato di “anni di lavoro costante per risolvere complesse questioni tecniche e per completare un’approfondita revisione del progetto dell’aereo e delle relative analisi di sicurezza”. Nel concedere l’approvazione, la Faa aveva sottolineato di aver imposto modifiche sostanziali al velivolo, tra cui “aggiornamenti al software di controllo del volo, al sistema di avviso per l’equipaggio e una riprogettazione del sistema antighiaccio del motore“, precisando che gli interventi erano necessari per soddisfare i requisiti introdotti dopo le tragedie del 2018 in Indonesia e del 2019 in Etiopia che coinvolsero due 737 Max 8.