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Una Santa Alleanza odierna, diversa da quella che nel 1815 legò Russia, Prussia e Austria. Stavolta è il turno di Arabia Saudita, Pakistan e Turchia che hanno recentemente firmato l'Accordo della Mecca per rafforzare la difesa comune a fronte anche della guerra nella regione. A quanto riferito dal ministero degli Esteri pakistano, il testo contiene l'equivalente dell'articolo 5 della Nato (clausola di mutua difesa tra gli alleati) e l'accordo nasce come mezzo di "deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione". Dunque stabilisce che "qualsiasi attacco armato contro uno dei tre Stati sarà considerato un attacco contro tutti loro". Le firme portano i nomi del principe ereditario Mohammed bin Salman, del primo ministro di Islamabad Shehbaz Sharif e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Una convergenza storica, specie dopo le tensioni passate fra Riad e Ankara per via dell'uccisione del giornalista di Washington Post, Jamal Kashoggi, avvenuta all'interno del consolato saudita di Istanbul. Secondo la nota, l'accordo è stato raggiunto a causa di "legami storici di lunga data" e di "solidarietà islamica" che uniscono i paesi. Ora i tre governi mirano a espandere "i loro interessi strategici condivisi" per "rafforzare ulteriormente la loro sicurezza collettiva e promuovere la pace" in Medio Oriente. Tra l'altro, Pakistan e Arabia Saudita avevano già siglato l'anno scorso un'intesa bilaterale sulla difesa congiunta.