Se le missioni Voyager hanno fatto sognare più di una generazione (e continuano a farlo), in tempi più recenti anche la missione NASA New Horizons ha rappresentato un momento straordinario per la Scienza e non solo. Infatti la sonda spaziale riuscì a effettuare un sorvolo ravvicinato di Plutone raccogliendo immagini mai viste prima con dettagli straordinari e aprendo nuovi scenari per quanto riguarda il pianeta nano (che in futuro potrebbe essere riclassificato nuovamente come pianeta).
Una delle ultime novità legate a NASA New Horizons e Plutone arriva da uno studio del Southwest Research Institute (SwRI) che potrebbe far pensare al pianeta nano come un corpo tutt'altro che senza attività. In particolare ci si è concentrati sull'azoto liquido che potrebbe risalire in superficie in tempi geologicamente recenti, attraverso fratture lungo il margine settentrionale dello Sputnik Planitia, un grande ghiacciaio di azoto che forma metà del celebre "cuore" che caratterizza la superficie.
NASA New Horizons e l'attività di Plutone
Lo studio ha come titolo Evidence for Possible N2 Basal Flow beneath Pluto’s Northern Sputnik Planitia e, come scritto, utilizza i dati della missione New Horizons. Per quanto serviranno ulteriori analisi e, potenzialmente, nuove missioni dirette verso il pianeta nano, potrebbe fornire una prima evidenza diretta di liquidi attivi sulla superficie di Plutone aprendo nuovi scenari sulla dinamica interna dei mondi ghiacciati della Fascia di Kuiper.








