Mercoledì l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha dato un annuncio clamoroso: Jeff Dean, il 30esimo dipendente del gigante tecnologico nonché suo chief scientist, lascia l’azienda dopo 27 anni per fondare la propria startup di intelligenza artificiale. Nel frattempo, presso Google DeepMind, il premio Nobel Demis Hassabis, personalità di spicco che ha fondato il laboratorio pionieristico DeepMind più di 15 anni fa, abbandona il controllo operativo quotidiano del laboratorio di punta per diventarne il presidente e assumere il ruolo di nuovo chief scientist della capogruppo Alphabet.
Un’unica azienda, due capitali: le radici della spaccatura nate dalla fusione del 2023
I cambiamenti rappresentano una svolta improvvisa in uno dei laboratori di IA più importanti al mondo. Ma le linee di frattura erano visibili ben prima di mercoledì, secondo quanto riferito a Forbes da diversi ex dipendenti. Esse risalgono al 2023, quando Google ha fuso DeepMind e Google Brain, le sue due principali divisioni di ricerca sull’IA, per creare Google DeepMind.
La proposta di fondo era abbastanza semplice: un’unica azienda, un unico esercito per l’IA, meno divergenze interne, mentre Google si affrettava a rincorrere OpenAI e Anthropic. La realtà è stata più complessa. Hassabis dirigeva la divisione unificata da Londra. Dean rimaneva nella Silicon Valley. Entrambi riferivano direttamente a Pichai. C’era forse un solo organigramma, ma c’erano ancora due capitali.










