“La politica smetta di discutere solo dei pedaggi e si occupi finalmente delle infrastrutture che mancano al Sud-Est siciliano”. Con questo affondo, Angelo Galifi, imprenditore e rappresentante politico, entra nel dibattito degli ultimi giorni, rilevando come l’attenzione pubblica si sia concentrata quasi esclusivamente sull’introduzione della tariffazione lungo la Siracusa–Rosolini. Un tema legittimo per gli automobilisti, osserva, ma secondario rispetto a criticità ben più pesanti che gravano da anni sul territorio. Per Galifi la priorità è “recuperare i 350 milioni di euro” revocati per il lotto Modica–Scicli e garantire l’ultimazione dell’intera Siracusa–Gela, obiettivi attesi da tempo e che dovrebbero costituire la vera battaglia delle istituzioni.
“Non siamo contrari al pedaggio — spiega — anzi: preferiamo pagare un’autostrada moderna, efficiente e finalmente completata, piuttosto che continuare a convivere con una rete stradale inadeguata che rallenta lo sviluppo del territorio”. Una mobilità all’altezza, insiste, è un investimento per cittadini e aziende: significa maggiore sicurezza, tempi di percorrenza ridotti, minori consumi di carburante, usura contenuta dei mezzi e un risparmio complessivo superiore al costo del casello. In una Sicilia a forte vocazione agricola, dove migliaia di imprese esportano quotidianamente su gomma, collegamenti rapidi non sono un lusso ma una necessità. Da qui la condizione posta da Galifi: il pedaggio è accettabile solo a fronte di un’infrastruttura completa e continua; chiedere un contributo per un’arteria che si interrompe a Modica e attende da decenni di raggiungere Gela significherebbe far pagare un servizio incompleto.







