Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato ragione a Enrico Mentana che si era rivolto all’Autorità per alcuni deepfake di Striscia la notizia. "L'impiego di deepfake, anche a fini satirici, deve rispettare la dignità delle persone e i principi di liceità, correttezza e trasparenza stabiliti dalla normativa sulla privacy" ha infatti affermato l’Autorità al termine di un'istruttoria avviata nei confronti di R.T.I. Spa per alcuni servizi di Striscia la Notizia, nei quali l'immagine e la voce di Enrico Mentana erano state manipolate mediante l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale.
Il fermo immagine mostra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di spalle, ospite al Tg / telegiornale de La7 condotto da Enrico Mentana (ansa)
"Nei filmati - si spiega - venivano attribuite al noto giornalista dichiarazioni mai pronunciate, mentre la sua immagine era collocata virtualmente nello studio televisivo dell'emittente per la quale lavora. Secondo l'Autorità, che si è attivata a seguito del reclamo del professionista, il realismo delle immagini, la scarsa percepibilità dell'alterazione e la plausibilità delle dichiarazioni avrebbero potuto indurre il pubblico a ritenere autentici i contenuti. Anche le avvertenze sulla natura artificiale dei video non sono state ritenute sufficientemente chiare, evidenti e comprensibili per tutti i telespettatori e gli utenti dei social network".










