Stop ai deepfake satirici su Enrico Mentana. Oggi, venerdì 7 agosto, il Garante per la protezione dei dati personali ha bacchettato Reti Televisive Italiane (Rti), azienda di Mediaset, per alcuni servizi usciti sul programma Striscia La Notizia, dove l’immagine e la voce del direttore del Tg La7 sono stati manipolati con l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale. Al termine dell’istruttoria, il Garante della Privacy, infatti, ha evidenziato come «l’impiego di deepfake, anche a fini satirici, deve rispettare la dignità delle persone e i principi di liceità, correttezza e trasparenza stabiliti dalla normativa sulla privacy». Cosa viene contestato Nei filmati il giornalista diceva parole mai pronunciate realmente, mentre la sua immagine era collocata virtualmente nello studio televisivo dell’emittente per cui lavora. Alcuni esempi che risalgono al 2024: «Fa il paladino dei bisognosi, ma è furbo come una faina!» riferito al conduttore Stefano De Martino. Oppure uscite fasulle nei confronti del giornalista Alan Friedman quando ha partecipato come concorrente del programma Ballando con le stelle.

Secondo l’autorità, che si è attivata dopo il reclamo di Mentana, «il realismo delle immagini, la scarsa percepibilità dell’alterazione e la plausibilità delle dichiarazioni avrebbero potuto indurre il pubblico a ritenere autentici i contenuti». Anche le avvertenze sulla natura artificiale dei video non sono state ritenute sufficientemente chiare, evidenti e comprensibili per tutti i telespettatori e gli utenti dei social network. Ammonimento per Rti E così il Garante della Privacy ha accertato la violazione di due articoli del Gdpr: il numero 5, relativo ai princìpi di liceità, correttezza e trasparenza, e il 25, sulla protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita. Per tali violazioni, l’autorità ha ammonito Rti, oltre a vietare all’azienda l’ulteriore utilizzo dei dati di Enrico Mentana con le modalità contestate, fatta salva la loro conservazione per eventuali esigenze giudiziarie.