Il governo spagnolo ha dato un ultimatum all’Italia: rimuovere, entro domenica 9 agosto, i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. I controlli sono partiti da quando il governo Meloni ha sospeso l’accordo di Schengen, dopo la crisi di Ceuta. Se Roma non risponde, Madrid ha dichiarato che adotterà “misure proporzionate”.
La Spagna non intende più accettare i controlli alla frontiera che l'Italia ha reintrodotto sospendendo l'accordo di Schengen. Una misura giustificata con la crisi migratoria a Ceuta, anche se l'exclave (che si trova geograficamente in Marocco) con Schengen non ha niente a che fare ed è diventata più che altro strumento di polemica politica. Ora a Madrid è arrivato un ultimatum: rimuovere subito i controlli straordinari sui viaggiatori che arrivano dalla Spagna via terra o via mare. O meglio, non subito ma in brevissimo tempo, entro domenica 9 agosto. Circa quarantotto ore per evitare un incidente diplomatico. Altrimenti il governo spagnolo risponderà con "misure proporzionate".
Secondo quanto riportato da El Pais, l'esecutivo guidato da Pedro Sanchez considera la misure "ingiusta, contraria agli interessi dell'UE e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola". Una linea che era già stata sostenuta proprio dal presidente del governo e, con toni più duri, dal suo ministro degli Esteri José Manuel Albares negli scorsi giorni. Il governo Meloni aveva avuto la reazione più dura tra tutti gli Stati europei ai fatti di Ceuta, dove nel giro di un paio di giorni circa 70mila persone erano entrate. Il motivo, come è poi emerso, sarebbe stata una fake news fatta circolare sui social secondo cui le frontiere spagnole sarebbero state del tutto aperte. Una notizia che, peraltro, avrebbe ora ripreso a girare sollevando delle preoccupazioni in vista del 15 agosto, altra data falsamente indicata come giorno del ‘liberi tutti' per l'ingresso a Ceuta.










