Il Consiglio dei ministri, su proposta di Matteo Salvini, ha deliberato tre giorni fa che la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina deve andare avanti per «motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, legati alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica», presumendo anche «l’assenza di soluzioni alternative», come se oggi Calabri e Sicilia fossero separate da un braccio di mare non attraversabile.
«L’approvazione della Relazione Iropi (Imperative reasons of overriding pubblic interest, ndr) è un altro passaggio fondamentale, in vista della nuova delibera che dovrà assumere il Cipess – commenta con soddisfazione l’ad della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci – Testimonia ulteriormente la volontà dell’intero Governo, del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica di realizzare l’opera».
In aggiunta, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha esaminato ieri il progetto del ponte, approvando all’unanimità il consenso all’avanzamento dell’iter pur con centinaia di prescrizioni – non note nel dettaglio, perché il documento non è stato reso pubblicamente disponibile. Secondo le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf il parere del Consiglio superiore sembra aderire all’impostazione tracciata dal parere espresso a suo tempo dalla Commissione Via del ministero dell’Ambiente: non posso respingere per motivi politici, ma ti permetto di andare avanti rilasciandoti un parere positivo con un contenuto fortemente negativo e critico.






