VENEZIA - Luca Guadagnino verrà premiato con il premio Cartier Glory to the Filmmaker all'83esima Mostra del Cinema di Venezia che si terrà dal 2 al 12 settembre prossimi. Il riconoscimento è dedicato a una personalità che ha segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Che Guadagnino verrà insignito del premio è stato annunciato oggi, venerdì 7 agosto, da La Biennale di Venezia e Cartier: è stato precisato che la consegna si terrà martedì 8 settembre nella Sala Casinò del Palazzo del Casinò al Lido alle 15, prima della proiezione Fuori Concorso di «Joie de vivre», il nuovo documentario del regista della durata di 435 minuti, ovvero sette ore e un quarto.
Guadagnino: «Onorato di ricevere questo premio» Attraverso numerose interviste a registi, critici e protagonisti del cinema internazionale, il film ripercorre l'opera del regista Bernardo Bertolucci trasformandola in una riflessione sul cinema moderno, sul ruolo della critica cinematografica e sull'eredità lasciata da uno dei maggiori autori del Novecento. Luca Guadagnino nell’accettare la proposta, ha dichiarato: «Potrebbe sembrare un gesto retorico dire che sono onorato di ricevere il premio Glory to the Filmmaker, ma è la pura verità per numerose ragioni: essere omaggiati per il mestiere o la vita da Filmmaker è un’ambizione che nessuno che fa cinema può avere la presunzione di immaginare di ottenere, per di più entrando a far parte di un gruppo di cineasti che mi precedono in questo onore così prestigioso ai quali debbo così tanto per la mia formazione. Quindi voglio sottolineare nuovamente l’onore di ricevere questo premio, per di più da Alberto Barbera e dalla Biennale di Venezia. Grazie grazie!». Barbera: «Regista sempre coerente e riconoscibile» A proposito di questo riconoscimento, il direttore della Mostra Alberto Barbera afferma: «Il Premio Glory to the Filmmaker celebra in Luca Guadagnino un autore che ha saputo trasformare la propria curiosità in una forma di libertà creativa. Estraneo e irriducibile a qualsiasi scuola o tendenza, si è imposto come regista globale, capace di lavorare con i più importanti attori e produttori internazionali. Ha attraversato generi diversi - dal melodramma all'horror, dal coming of age al thriller psicologico - mantenendo una voce coerente e riconoscibile, senza mai perdere una matrice profondamente italiana nel raccontare i corpi, i luoghi, la storia. Il suo è un cinema vitale che non si sottrae al rischio, nomade, sensuale, colto e popolare al tempo stesso, dove provocazione intellettuale ed emozioni, memoria e contemporaneità convivono splendidamente. Glory to the Filmmaker premia l’originalità di uno sguardo che ha saputo rinnovare il linguaggio del cinema contemporaneo, una carriera che ha portato l'autorialità nostrana a dialogare con il mondo intero».






