In Argentina il presidente ultraliberista Javier Milei ha dovuto rinunciare a una riforma che aveva spinto molto. Nella notte di venerdì, dopo dieci ore di seduta del parlamento e mentre fuori c’erano proteste e scontri tra la polizia e centinaia di manifestanti, il Senato ha approvato la proposta di legge di Milei cancellando però la parte più contestata, che avrebbe alzato dal 15 al 25 per cento il limite dei terreni che possono essere di proprietà di persone straniere. Per Milei è una grossa sconfitta politica, in una fase in cui il suo governo è già indebolito dagli scandali.

La proposta di legge era stata presentata a marzo, con il nome retorico di “Legge sull’inviolabilità della proprietà privata”. La parte più contestata era proprio l’allentamento delle restrizioni per i proprietari terrieri stranieri. Inizialmente Milei voleva cancellarle del tutto, ma nei giorni scorsi, quando si era capito che il parlamento non l’avrebbe seguito, aveva fatto una concessione agli alleati: non più un’eliminazione, ma un tetto del 25 per cento. Il partito di Milei, La Libertad Avanza, è quello con più seggi sia al Senato che alla Camera, ma il parlamento è frammentato e per ottenere la maggioranza conta di volta in volta sui voti degli alleati e di partiti esterni al governo.