PADOVA - Il movimento ciclistico giovanile padovano si tinge di tricolore grazie alla doppia impresa degli allievi Vanessa Bacchin e Mattia Daniele laureatisi campioni italiani negli assoluti in corso di svolgimento al velodromo Enzo Sacchi di Firenze. Ha i contorni di una bella favola il trionfo di Vanessa ottenuto nella velocità olimpica in un terzetto composto da Marta Grassi e Giorgia Times.

Vanessa Bacchin A raccontarla, con grande orgoglio, sui propri profili social è la Gc Noventana, sua squadra di appartenenza. “Ci sono vittorie che valgono molto di più di un titolo e questa è davvero speciale per la storia che la precede. Vanessa aveva smesso di correre quando era nella categoria G4. Per quattro anni è rimasta lontana dal ciclismo. Poi ha scelto di ricominciare da allieva, rimettendosi in gioco con determinazione e passione. Al Gc Noventana abbiamo creduto subito nel suo ritorno, convinti che il talento non abbia una data di scadenza e che a 14 o 15 anni nessun ragazza o ragazzo possono essere considerati finiti solo perchè i risultati non arrivano immediatamente. Questo titolo conferma una volta di più che credere nei giovani, rispettarne i tempi di crescita e dare loro un opportunità può fare la differenza”. Classe 2010, di San Martino di Lupari, la neo campionessa italiana, studentessa di ragioneria a Castelfranco Veneto, ha cominciato a gareggiare con i Giovanissimi del Vc Tombolo, poi Godigese Abra Iride e FWR Baron prima di smettere e riprende da allieva. È il suo primo grande alloro, colto da Vanessa quasi con incredulità: «Subito non abbiamo capito di aver vinto, tanto erano vicini i tempi con la squadra della Lombardia - il suo racconto dal velodromo fiorentino - Quando la nostra vittoria è stata ufficializzata ho sentito delle sensazioni bellissime, tanto da arrivare quasi alle lacrime di gioia». Qual è il tuo ruolo nel terzetto? «Entro in azione dopo il giro di lancio e ho il compito alzare ulteriormente la velocità per portare l'ultima frazionista nelle condizioni di “sparo” ideali per il giro finale». Quali sono state le tue sensazioni sul podio sentendo l'inno e a chi dedichi il tuo tricolore? «Ero emozionatissima, stranita agitata, ho messo la mano sul petto e sentivo il cuore battere a mille, stentavo ancora a crederci. Una dedica? Alla famiglia che mi supporta e al Gc Noventana che mi ha consentito di ripartire».Mattia Daniele Oro sfiorato nella medesima gara al maschile con il padovano Mattia Daniele, che con Giacomo Cecchin e Gioele Libertani formava il terzetto del Veneto inchinatosi per pochi centesimi alla sola formazione dell'Emilia Romagna. Un argento che metteva le ali all'atleta di Piove di Sacco che nella successiva prova faceva ancora meglio laureandosi campione d'Italia nella specialità del Kerin. E stavolta era l'Emilia Romagna a doversi accontentare dell'argento. Una vittoria sontuosa quella di Daniele, di coraggio e potenza pura, ottenuta con una volata di testa lunga un intero giro di pista. Una tattica che ha sorpreso e annichilito gli avversari, quasi a voler dar ragione a Lucio Tasinato, uno dei suoi diesse di Cartura che di lui dice: «Ha i numeri da grande velocista, ma non ama le mischie». «Si temevo di essere chiuso - conferma Daniele - e forte dell'esperienza della semifinale in cui ho fatto secondo con una tattica analoga, non ho voluto rischiare e sono partito lungo. È stata la scelta giusta». Le tue sensazioni post vittoria? «Tutti mi dicono che è una grossa vittoria, personalmente mi sento ancora così, penso mi ci vorrà un po’ per realizzare il tutto». E l'inno da primo della classe? «Una cosa molto “forte” si fa fatica a non piangere». Anche per te una dedica da spendere «A mamma, papà alla famiglia, ai miei allenatori Lucio e Andrea e alla squadra». Classe 2010, anche lui come Vanessa studia da geometra a Piove di Sacco. Nel suo percorso la Padovani, La Cartura Nalin, la Ciclistica Monselice e ora la Borgo Molino-Vigna Fiorita.