“La riforma della Rai che ancora non riesce a vedere la luce ci dice molto sullo stato di salute della libertà di stampa nel nostro Paese e della nostra democrazia”. Sandro Ruotolo, giornalista storico della Rai, dove è stato il principale collaboratore delle trasmissioni di Michele Santoro, oggi è europarlamentare europeo del Pd e sta seguendo da vicino la partita dell’European Media Freedom Act (Emfa) – la normativa che tutela libertà, pluralismo e indipendenza dei media nel mercato europeo – che è entrato in vigore da quasi un anno, l’8 agosto 2025, ma che ancora l’Italia non ha recepito.
Ruotolo, la riforma della Rai giace da mesi nell’VIII commissione di Palazzo Madama. C’è un testo base della maggioranza, ma il voto sugli emendamenti è slittato a settembre. L’Italia rischia l’infrazione Ue?
Certamente. Il nostro Paese ha già ricevuto una lettera di avvertimento da Bruxelles per il ritardo sulla riforma. Ora ne sta per arrivare una seconda. Poi probabilmente scatterà l’infrazione. Che secondo me partirà, anche se la riforma fosse approvata. Perché se viene votata così com’è adesso, il testo non accoglie quasi nulla delle direttive europee. Addirittura nel Cda si prevedono due membri indicati dal Mef, quando l’Europa dice chiaramente che il governo deve stare fuori dalla governance Rai.







