Il ricordo di Guccini da parte della premier Giorgia Meloni riaccende il confronto sulle sue posizioni politiche: “Continuerò a cantare le sue canzoni anche se non ne sarebbe contento e nonostante le sue dichiarazioni livorose verso di me”. Eppure, dopo la sua morte nessun grande omaggio sulle ammiraglie: Rai1 e Canale 5 si sono limitate ai Tg, mentre celebrazioni e approfondimenti sono arrivati soprattutto da canali più “prevedibili”, come Rai3 e alcune radio Rai.
C'è un elemento che accompagna, quasi come un contrappunto, l'addio televisivo a Francesco Guccini: il Maestrone è stato per decenni una presenza importante della televisione italiana, ma nel giorno della sua morte il ricordo non è passato dalle due grandi ammiraglie generaliste, Rai1 e Canale 5, se non per i Tg nazionali. A raccogliere l'eredità televisiva del cantautore è stata soprattutto Rai3, insieme alle reti radiofoniche Rai, in particolare Radio3. Una collocazione che, al di là delle scelte editoriali dei palinsesti, restituisce anche il particolare rapporto che Guccini ha sempre avuto con il piccolo schermo: molto più vicino alla televisione culturale e d'autore che alla logica dello spettacolo generalista.
La morte di Guccini in coda al Tg1: nessun omaggio sulle ammiraglie È anche per questo che l'omaggio televisivo dopo la sua morte assume un significato particolare. Non c'è stata una grande celebrazione sulle ammiraglie generaliste, ma una sorta di ritorno alle origini: Rai3, la rete più legata all'approfondimento e alla memoria culturale, e le radio Rai, dove la parola, la musica e gli archivi hanno sempre costituito una parte essenziale dell'identità del servizio pubblico. Impossibile però non rilevare le reazioni dell'opinione pubblica all'assenza di speciali in prima serata o access che riguardassero il suo contributo alla cultura italiana. Un contributo paradossalmente apprezzato anche nel ricordo del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che lo ha definito "uno dei maggiori interpreti della canzone d'autore italiana, meritevole di un ricordo unanime al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica". Tutto giusto, se non fosse che nel giorno della sua morte il Tg1 delle 13.30 è finito nel mirino delle polemiche perché ha messo la notizia in coda e non in testa, come fatto ad esempio un mese fa con artisti come Peppino Di Capri. La notizia di Guccini in coda al Tg1 Va detto che il rapporto con la televisione commerciale è stato più episodico e meno identitario. Guccini non ha mai costruito la propria popolarità attraverso il circuito delle grandi trasmissioni generaliste o dei suoi eventi, né ha avuto bisogno della televisione per alimentare la propria carriera. La sua dimensione era soprattutto quella del concerto, del disco, del libro, dell'intervista lunga. Non è quindi casuale che negli ultimi anni abbia trovato uno spazio particolarmente congeniale in programmi come "Propaganda Live" su La7, dove nel 2022 parlò anche del rapporto con Giorgia Meloni e dell'invito ricevuto anni prima per partecipare ad Atreju.










