Il cantautore non ha mai nascosto le sue idee politiche e negli anni ha criticato duramente la premier, che da parte sua, invece, ha sempre detto di apprezzare le sue canzoni
La scomparsa di Francesco Guccini riapre anche il capitolo del suo rapporto con la politica e, in particolare, con Giorgia Meloni. Il cantautore, considerato uno dei grandi protagonisti della musica italiana, è sempre stato un artista dalle posizioni nette, legato ai valori della resistenza e dell’antifascismo, che non ha mai rinunciato a esprimere le proprie idee. Negli ultimi anni aveva rivolto parole dure nei confronti della presidente del Consiglio, arrivando a dire che gli ricordava un fascista incontrato in passato e definendo il suo governo un «regime». Una posizione che si è scontrato con il fatto che la stessa Meloni ha più volte dichiarato il suo apprezzamento per la musica del cantautore modenese.
La polemica del 25 aprile
Uno degli episodi più discussi risale al 2020, quando, in occasione del 25 aprile, Guccini aveva pubblicato sui social una versione rivisitata di «Bella ciao», la canzone simbolo della resistenza partigiana. Nel testo aveva anche inserito un riferimento diretto all’allora leader di Fratelli d’Italia: «Con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar. Ma noi faremo la Resistenza. Noi faremo la Resistenza come fecero i partigian». Il video aveva fatto arrabbiare Giorgia Meloni, che ha subito criticato il messaggio del cantautore. «Cosa intende? Che dovrebbero farci i processi sommari, appenderci a testa in giù, rasarci i capelli ed esporci alla pubblica gogna? Cosa intende quando dice “oh partigiano portali via”? Dove dovrebbero portarci questi partigiani? Al confino, in galera, dove? Questa si chiama istigazione all’odio, cari compagni. Ma noi non ci faremo intimorire, mai», aveva scritto Giorgia Meloni.










