Stefano Marangone, il goleador. Il bomber che trascinava le squadre, che ha centrato la classifica cannonieri di seconda categoria a 35 anni, che poteva piangere per un rigore fallito. È morto ieri mattina nella sua casa di Rivignano. La sua battaglia più difficile ha cominciato a combatterla nell'aprile 2002, quando la Sla nel giro di pochi mesi lo ha incatenato al letto lasciandogli la possibilità di comunicare soltanto con gli occhi. Ed è con i suoi occhi - a cui hanno dato voce la moglie Paola Ecoretti, insegnante, e i tanti amici che gli sono sempre stati accanto - che in breve tempo è diventato il simbolo della lotta per i diritti alle cure e all'assistenza adeguata di coloro che hanno bisogno di avere qualcuno accanto 24 ore su 24. Caparbio ed eroico. Una forza di volontà fuori dal comune.
I suoi appelli hanno scosso le coscienze, emozionato e sollevato ondate di solidarietà in tutto il Friuli Venezia Giulia. Cene, tornei sportivi, serate teatrali e tante altre iniziative sono stati organizzati per consentirgli di essere assistito a casa. Gli avevano dato aspettative di vita tra i 18 e 36 mesi, dopo aver scambiato la malattia per le conseguenze di un periodo di stress. Lui ha resistito fino a ieri. LA FORZA Era originario di Lestizza, la frazione di Santa Maria di Sclaunicco. Era immobilizzato, ma libero nello spirito. Parlava grazie a un comunicatore a tracciamento oculare, perché quello degli occhi era l'unico movimento che Sclerosi laterale amiotrofica gli aveva lasciato. In una lunga lettera che scrisse nel 2008 al Gazzettino aveva commosso tutti. Raccontava le difficoltà che i malati di Sla sono costretti ad affrontare e l'inadeguatezza del sistema di assistenza.A Rivignano riceveva l'affetto dell'intero paese, delle tante persone che si era avvicinate a lui e degli ex compagni di squadra. E ne aveva parecchi, perché aveva indossato le casacche di Palmanova, Rivignano, Castionese, Talmassons, Varmo, Azalea, Teor, Futura, LavarianMortean. Il suo gol più bello è stato sicuramente quello di insegnare la bellezza della vita. Un amore che ha raccontato nel libro "Il mondo scritto con gli occhi", una raccolta di centinaia di mail scambiate con la cugina Claudia Fraulin nell'arco di una quindicina di anni. La prefazione l'aveva scritto capitan Javier Zanetti, il leader dell'Inter, la squadre del cuore di Marangone.LA SOLIDARIETÀ Fino all'ultimo si è battuto. Non poteva nè muoversi nè parlare, ma aveva trasformato la sua malattia in una battaglia pubblica per i diritti dei malati gravissimi, difendendo il suo desiderio di essere assistito a casa e non in una struttura. Da qui le tante raccolte di fondi per sostenerlo. Il mondo dello sport gli è sempre stato accanto. Negli anni a Rivignano sono passati a trovarlo campioni del calcio come Samir Handanovic. Birtig e Calori hanno giocato tornei di beneficenza organizzati per lui. Anche Toldo, tra i tanti, ha portato il suo saluto a Marangone. Ieri per il calcio dilettanti del Friuli Venezia Giulia è stata una domenica di tristezza. Si è giocato con il cuore pesante, soprattutto su tante panchine dove il nome del goleador Marangone, con le sue cavalcate da una parte all'altra del campo, non è stato mai dimenticato.






