di
Ruggiero Corcella
Un progetto promosso da Stop TB Italia con Ministero della Salute, Aifa e Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare rende finalmente disponibili le formulazioni pediatriche di antitubercolari. Gli ospedali possono ora ordinarle attraverso un sistema centralizzato, che potrebbe diventare un modello anche per altri farmaci difficili da reperire
Nell'immaginario collettivo è una malattia del secolo scorso, relegata ai libri di storia della medicina o ai Paesi a basso reddito. Eppure la tubercolosi continua a rappresentare una delle principali malattie infettive a livello mondiale e riguarda anche l'Italia. I dati più recenti mostrano che nel nostro Paese sono stati registrati oltre 3.000 casi di tubercolosi nel 2024 e i casi pediatrici sono aumentati: nel 2024 sono stati notificati 142 casi nei bambini sotto i 14 anni, il 42% in più rispetto al 2020. Più in generale, nell'Unione Europea i minori di 15 anni rappresentano oggi circa il 4,3% dei nuovi casi, con un incremento del 47% negli ultimi anni.
«Molti associano ancora la tubercolosi a una malattia del passato, ma purtroppo è una realtà molto attuale», osserva Marina Tadolini, infettivologa del Policlinico Sant'Orsola di Bologna e presidente di Stop TB Italia. «È la malattia infettiva che uccide di più, colpisce oltre dieci milioni di persone ogni anno e provoca più di un milione di morti nel mondo. Pensare che l'Italia possa esserne immune è completamente falso». E aggiunge un elemento che preoccupa gli specialisti: «L'aumento dei casi pediatrici è sempre una spia importante, perché significa che un bambino si è infettato da qualcuno che gli ha trasmesso il batterio. È un indicatore della circolazione della malattia».







