Un crollo che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che, invece, ha portato alla luce un inatteso nascondiglio di refurtiva. È accaduto ieri mattina nel Sottoportego del Tentor, a pochi passi da Campo San Bartolomeo, dove il distacco di una porzione del controsoffitto ha fatto scattare l’intervento della polizia locale e dei vigili del fuoco.

Durante le operazioni di messa in sicurezza sono stati rinvenuti, nascosti tra le travi del soffitto, portafogli e documenti personali, presumibilmente riconducibili a furti e borseggi messi a segno nel centro storico. A dare l’allarme è stato un residente della zona. Poco dopo le 9 era uscito di casa con il proprio cane per la consueta passeggiata verso Campo San Bartolomeo quando, attraversando il sottoportego, ha notato qualcosa di insolito: sul pavimento erano sparsi calcinacci e frammenti di intonaco caduti dal soffitto. Un dettaglio che non gli è sfuggito, perché il giorno precedente aveva percorso lo stesso tragitto senza notare alcun segno di cedimento. Alle 9.15 il residente ha contattato la Polizia Locale per segnalare il potenziale pericolo. Una pattuglia è arrivata sul posto alle 9.50 e, dopo un primo sopralluogo, ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Sul posto sono intervenuti cinque pompieri che hanno delimitato l’area, ispezionato le porzioni già lesionate del controsoffitto e verificato lo stato della struttura lignea, mettendo in sicurezza le parti pericolanti. È stato proprio durante queste operazioni che è arrivata la scoperta più inattesa. All’interno dell’intercapedine del controsoffitto erano stati nascosti diversi portafogli, documenti personali e tessere. Il materiale è stato recuperato dalla polizia locale, che ha avviato gli accertamenti per individuare i proprietari e verificare se si tratti di oggetti sottratti nel corso di borseggi già denunciati. In diversi portafogli erano ancora presenti documenti e tessere, elemento che potrebbe agevolare la restituzione ai legittimi proprietari. Documenti Secondo i primi accertamenti, il vano del controsoffitto sarebbe stato utilizzato come nascondiglio temporaneo: dopo essersi impossessati del denaro, gli autori dei furti avrebbero occultato portafogli e documenti tra le travi del soffitto, sfruttando un punto difficilmente accessibile e poco visibile ai passanti. Saranno ora le indagini a chiarire da quanto tempo quel nascondiglio venisse utilizzato e se possa essere collegato a una serie di episodi avvenuti nel centro storico. Le immagini dell’intervento mostrano un controsoffitto già interessato da evidenti segni di degrado, con alcune aperture preesistenti, travi lignee a vista e il recente distacco di porzioni di intonaco che ha reso necessario l’intervento di messa in sicurezza. Secondo chi abita nella zona, il soffitto del sottoportego presentava da tempo segni di deterioramento e alcune cavità erano già visibili. Proprio quelle aperture sarebbero state utilizzate come nascondiglio della refurtiva. L’episodio riporta inoltre l’attenzione su una zona che presenta criticità da tempo. I residenti della Corte del Tentor raccontano infatti di aver più volte segnalato alle forze dell’ordine un continuo via vai di persone sospette e presunti episodi di spaccio tra Campo San Bortolomeo e il vicino sottoportego. Al momento non è stato accertato alcun collegamento tra queste segnalazioni e il ritrovamento della refurtiva», ha commentato il residente che ha dato l’allarme. L’intervento, avviato dopo la sua segnalazione, ha consentito di mettere in sicurezza le porzioni già lesionate del controsoffitto e di recuperare, nelle cavità presenti tra le travi, portafogli e documenti. La polizia locale ha preso in consegna il materiale e ha avviato gli accertamenti per risalire ai legittimi proprietari e ricostruirne la provenienza.