Il chiosco della Cooperativa Eva in piazza Garibaldi chiude alle 13 in punto. Secondo giorno di bollino rosso, la massima è 35 gradi. Il sole punta dritto sul bancone: «Dall’inaugurazione, il 29 maggio, non abbiamo mai potuto fare l’orario di sette ore: troppo caldo, si chiude alle 13», spiega Manuela Della Corte, socia della cooperativa per donne vittime di violenza. Alle 13 abbassano le serrande quasi tutti gli altri otto chioschi del progetto “La bella piazza”, a pochi passi da quello che Legambiente Campania indica come il punto più caldo in regione: la Stazione centrale.
Per la precisione, è sul fascio di 23 binari che la temperatura arriva a 48 gradi al suolo: la stessa registrata ieri nella Death Valley, deserto della California. Il rilevamento è stato effettuato con i dati del sensore termico dei satelliti Landsat 8 e 9. La foto mostra una macchia rossa sui binari. La Stazione centrale condivide il primato dei dieci “hotspot termici” campani con il mercato ortofrutticolo di Afragola. «Traffico, asfalto, flussi continui e assenza di reale sollievo climatico - dice la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato - così è anche piazza Garibaldi, dove a luglio abbiamo tenuto un flash mob sul caldo estremo, che è anche una questione urbanistica. La giustizia climatica deve diventare una priorità dell’agenda politica degli amministratori e della regione».














