HomeSienaCronacaCriobiopsia polmonare, l’innovazione nella diagnosi delle malattie rareUna diagnosi più precisa, in tempi rapidi e con approccio meno invasivo per il paziente. E’ il risultato raggiunto dall’équipe...L’équipe del servizio di Broncoscopia dell’Unità di Malattie dell’apparato respiratorio, con la direttrice Elena BargagliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna diagnosi più precisa, in tempi rapidi e con approccio meno invasivo per il paziente. E’ il risultato raggiunto dall’équipe di Malattie dell’apparato respiratorio, servizio di Broncoscopia dell’Aou Senese, con l’introduzione della criobiopsia nel percorso diagnostico di malattie rare che interessano il polmone e i linfonodi del torace.
L’innovativa tecnica sfrutta una sottile sonda che, congelandosi sulla punta, consente di prelevare frammenti di tessuto di dimensioni maggiori e di qualità superiore rispetto alle biopsie tradizionali e agli ago-aspirati. Il risultato è un campione che conserva meglio la struttura del tessuto, offrendo all’anatomopatologo maggiori possibilità di arrivare a una diagnosi definitiva.
La criobiopsia viene utilizzata sia nello studio del parenchima polmonare, fondamentale per identificare malattie polmonari interstiziali e patologie rare, sia durante le procedure di ecogra-fia endobronchiale per il campionamento dei linfonodi mediastinici. Patologie come sarcoidosi, linfomi, malattie infiltrative diffuse e altre condizioni infiammatorie possono così essere diagnosticate con maggiore accuratezza, evitando il ricorso a procedure chirurgiche più invasive. "La disponibilità di campioni di qualità elevata può fare la differenza tra un sospetto diagnostico e una diagnosi certa – spiega la professoressa Elena Bargagli, direttrice di Malattie dell’apparato respiratorio –. Il tessuto è l’elemento decisivo".








