La condivisione dell’intelligence tra Stati Uniti e Ucraina è tornata a essere solida e profonda, ha scritto Politico, dando un minimo di prospettiva a una relazione che in questi giorni ha ritoccato un minimo, con il passo indietro del presidente Donald Trump sulla concessione agli ucraini delle licenze per produrre i Patriot che servono a intercettare i missili balistici che Vladimir Putin lancia ormai con costanza impietosa, proprio approfittando del passo indietro e dei cieli indifesi dell’Ucraina. Il senatore democratico Mark Warner, che è nella commissione Intelligence del Congresso e che sostiene da tempo la necessità di una maggiore assistenza da parte degli Stati Uniti all’Ucraina, ha detto a Politico di aver visto le prove della condivisione solida delle informazioni, un elemento decisivo nella difesa di Kyiv: non posso andare nello specifico, ha detto il senatore, ma il miglioramento è visibile.Lo scorso anno, dopo lo scontro tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, c’era stato un rallentamento (i trumpiani antiucraini volevano una sospensione) dello scambio di informazioni, ma chi operava in Ucraina non aveva mai spezzato la condivisione, sapendo quanto è importante per la resistenza di Kyiv. Oggi se gli ucraini riescono a colpire in profondità i centri logistici e petroliferi russi è anche grazie all’intelligence americana, e sapere che almeno in questo ambito non ci sono intoppi, ripensamenti e capricci è un sollievo.