"Siamo d’accordo con il sindaco che la denuncia della ragazza pachistana segregata dai familiari sia stato un segnale importante, ma constatiamo che negli almeno tre casi di denunce finora emersi a Novellara, le istituzioni locali non hanno giocano nessun ruolo". Lo dicono i consiglieri di Novellara Democratica Civica, guidati dal capogruppo Alessandro Cagossi (foto). Che ricorda come "nel novembre 2020 Saman fu la prima a denunciare, recandosi ai servizi sociali dopo aver vissuto per quattro anni, da minorenne, come un fantasma a Novellara, vittima di segregazione domestica, violenze, matrimonio forzato, senza che nessuno si fosse accorto di lei. Nel 2023 una ragazza pachistana già vittima per cinque anni di segregazione domestica, nel tentativo di opporsi al matrimonio forzato imposto dal padre, trovò il coraggio di denunciare confidandosi con una commerciante, entrando nel negozio per raccontare la sua storia. Il terzo caso è quello emerso ora, con la vittima che si è gettata da un’auto in corsa per chiedere auto a due pedoni intravisti sulla pista ciclopedonale".
"Le istituzioni – aggiungono i consiglieri del gruppo di opposizione – sono intervenuti coni vari programmi di protezione e denunce all’autorità solamente dopo le coraggiose denunce delle vittime. Le politiche dell’integrazione funzionano solo con le comunità proattive verso l’integrazione stessa, ma si rivelano inefficaci per quelle famiglie e clan emigrati che manifestano la volontà di attuare il patriarcato intriso di fondamentalismo religioso. Ci vorrebbero dei mediatori culturali da mandare casa per casa, tra le ’famiglie borderline’, per spiegare legge, diritti, doveri e tutto ciò che non sanno o che fanno finta di non sapere".








