Francesco Guccini si è spento ieri ad 86 anni e i messaggi di cordoglio, ma soprattutto di gratitudine, sono arrivati...Francesco Guccini si è spento ieri ad 86 anni e i messaggi di cordoglio, ma soprattutto di gratitudine, sono arrivati da tutta Italia: anche il consiglio d’amministrazione e il consiglio d’indirizzo del Centro di Documentazione Tradizioni Popolari dell’Empolese e della Valdelsa hanno voluto rendere omaggio al cantautore. "Lo abbiamo conosciuto attraverso la storia della poesia popolare e le testimonianze dei nostri poeti in ottava rima, in particolare quelle legate a Natale Masi, straordinario poeta di Vinci e maestro di una generazione di improvvisatori, che ha lasciato il segno anche nella formazione di un giovane Roberto Benigni – hanno fatto sapere –. È proprio attraverso quei racconti, quelle serate e quella memoria condivisa che abbiamo compreso quanto Guccini fosse profondamente legato a questo mondo".
"Pur essendo ormai uno dei più grandi cantautori italiani, non ha mai rinnegato quella radice popolare che alimenta la migliore poesia del nostro Paese – insistono –. Per Guccini la grande poesia nasce dalla capacità di interpretare l’animo umano, indipendentemente dal luogo in cui prende forma: nelle università come nelle aie, nei libri come nelle piazze. La stessa lezione degli antichi improvvisatori toscani, capaci di unire comunità intere con la forza della parola e dell’ottava rima". Gli esponenti del Centro di Documentazione ricordano come Guccini fosse riuscito a trasformare la lingua delle gente in alta espressione poetica. "Il Centro di Documentazione Tradizioni Popolari dell’Empolese e della Valdelsa lo ricorda con gratitudine – hanno concluso i consiglieri – come uno dei più autorevoli interpreti di quell’Italia che ha saputo fare della cultura popolare non un ricordo nostalgico, ma una inesauribile fonte di poesia, di memoria e di verità".










