Quando prende la metropolitana o i tram, sempre puntualissimi, che circolano in ogni angolo di Vienna, Leonore Gewessler ne apprezza la comodità e l’accessibilità economica, e considera “un regalo” il tempo risparmiato rispetto a chi è imbottigliato nel traffico. Ma l’ex ministra per il clima e i trasporti è anche consapevole del fatto che le auto sono ancora onnipresenti nelle strade della capitale austriaca. Secondo Gewessler, un buon sistema di trasporto pubblico è solo la “precondizione” per trasformare il modo in cui le persone si muovono in città.

La rete viennese di treni, tram e autobus è invidiata da decenni da molte città europee (per non parlare di quelle nordamericane, ancora dominate dai mezzi privati), ma uno spostamento su quattro avviene ancora in automobile. Anche in altre capitali all’avanguardia in materia di trasporto pubblico, come Londra, Parigi e Praga, l’alta percentuale di persone che prendono l’auto è motivo di preoccupazione per medici e attivisti, che chiedono aria pulita e strade sicure.

Secondo gli esperti di trasporti, questi dati dimostrano che promuovere forme di trasporto pulite non è sufficiente. Bisogna anche disincentivare quelle inquinanti.

Oltre una certa soglia, ulteriori potenziamenti di una certa modalità di trasporto diventano “un gioco a somma zero”, spiega Giulio Mattioli, ricercatore presso l’Università tecnica di Dortmund.