HomeModenaCronacaDelitto Montese, nessun fermato a 3 giorni dall’omicidio di DaoudaLa moglie della vittima è tornata in paese dopo essere stata sentita dai carabinieri.La giovane moglie della vittimaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciHanno lavorato tutto il giorno, mercoledì, i militari del Ris di Parma per riuscire ad individuare, isolare, repertare tracce all’interno dell’appartamento di via Righi, a Montese, teatro dell’omicidio di Daouda Sangarè, il 31enne originario della Costa d’Avorio ucciso a coltellate domenica all’alba. I carabinieri hanno iniziato a lavorare intorno alle 9 del mattino per poi finire in serata: ma c’è il massimo riserbo su che genere di elementi abbiano raccolto all’interno dell’appartamento ma allo studio vi sono ovviamente tracce ematiche, impronte digitali ed eventuali altre tracce legate agli spostamenti nell’abitazione.

Ad oggi quello che si sa è che non sono stati attuati fermi: il delitto è ancora avvolto nel mistero. L’unica persona presente, all’arrivo dei carabinieri sul posto, circa due ore dopo il presunto orario dell’omicidio, era la giovane moglie di Daouda insieme ad un amico – a cui pare essersi rivolta per chiedere aiuto – e al vicino di casa che ha trovato la donna in lacrime nella palazzina. Si suppone dunque che l’omicida sia ancora ‘in giro’ ma al momento non vi sono supposizioni sull’eventuale movente. Daouda viene descritto da tutti come un ragazzo tranquillo, dal carattere mite e dedito al proprio lavoro come saldatore e alla famiglia. La moglie, infatti, era da poco arrivata dall’Africa a seguito di ricongiungimento familiare. La sera precedente il giovane si era recato alla festa del paese e, qualche ora dopo, è stato rinvenuto cadavere. Un vicino sostiene di aver udito un urlo intorno alle 5 del mattino: tutto deve essere dunque avvenuto attorno a quell’ora. E’ plausibile che nel frattempo la procura abbia nominato i periti incaricati di svolgere l’autopsia sulla salma del 31enne, che sarebbe deceduto a causa di profondi fendenti inferti con un’arma bianca che non è dato sapere se sia stata o meno trovata. Quel che si sa è che gli amici del saldatore originario della Costa D’Avorio sono stati sentiti in caserma, come persone informate sui fatti. Anche la giovane moglie della vittima è rimasta a lungo nella sede del comando provinciale, per poi non fare ritorno a Montese: l’abitazione di via Righi, dove il Ris ha effettuato il minuzioso sopralluogo mercoledì, è ancora sotto sequestro.