ROVIGO - Ci sono voluti 27 anni, ma finalmente l'ex ospedale Maddalena di Rovigo è tornato a vivere. Con una funzione diversa e dopo anni e anni di degrado e abbandono. Da ieri il polo, che domina la Commenda, ha aperto nuovamente le porte al pubblico per la prima volta dal 1999: non più sanatorio, ospedale o centro vaccinale, ma succursale dei servizi comunali. Da inizio settimana, il complesso abbandonato è diventato casa dell'Ufficio tributi del Comune di Rovigo.

La storia Si chiude così una vicenda che ha interessato diverse amministrazioni comunali nel corso dell'ultimo decennio. Nel 2016, durante il mandato di Massimo Bergamin, Rovigo si era aggiudicata il finanziamento di 13,5 milioni di euro nell'ambito del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”, il cosiddetto “bando periferie”. Dopo diverse proroghe ottenute, finalmente una parte dei lavori è stata completata. Le opere, affidate alla ditta Costruzioni Iannini de L'Aquila, sono iniziate poco più di due anni fa. Al momento dell'apertura, solamente due dei quattro piani preventivati sono in funzione. Si tratta del piano rialzato, dove lavorano attualmente una decina di impiegati dell'Ufficio Tributi, poi del primo e del secondo piano. L'archivio, che sta lentamente traslocando verso la nuova sede, si prenderà l'intero piano interrato e vanta già diversi scaffali nelle stanze a disposizione. Chiaramente, è una situazione ancora temporanea: sono ancora molte opere che andranno fatte nei prossimi mesi, tra cui il completamento del primo piano dove dovrebbe insediarsi l'Ufficio Urbanistica attualmente situato in via Badaloni. Una prima fase di lavori doverosa è appena stata completata, portando così a termine un primo passo verso la riqualificazione della struttura che al momento vede completati solo i 500 metri quadrati del piano rialzato. La soddisfazione Questo è il risultato congiunto ottenuto da Palazzo Nodari e dalla ditta incaricata dei lavori, con un dispiego di forze importante anche da parte di questa amministrazione. «Questo progetto rappresenta la continuità amministrativa - sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Rizzato -, ma questa amministrazione ha fatto uscire oltre un milione di euro dalle proprie tasche per il completamento dei lavori. Non eravamo tenuti a farlo, ma crediamo fortemente in questa struttura e vogliamo completare tutti i lavori necessari nel blocco Nord». La nuova struttura dal carattere moderno non tralascia anche il fascino storico ancora impresso nella memoria di tanti rodigini. Ad esempio, la ditta incaricata ai lavori ha fatto sapere che la famosa scala che porta al primo piano è stata rinnovata e sarà mantenuta nonostante i diversi problemi che sono stati riscontrati. «È bello rivedere questo palazzo operativo con una mansione di questo genere - sono le prime parole del sindaco Valeria Cittadin -. Sono contenta che dei dipendenti del nostro Comune abbiano uno spazio nuovo per lavorare, lasciando così il precedente stretto e angusto. Questa non è solo la riqualificazione di un palazzo, ma di un intero quartiere. Ricordiamo anche i lavori che Acque Venete sta svolgendo alla torre piezometrica e le varie aree verdi adiacenti alla struttura». Soddisfazione condivisa anche dal presidente del Consiglio Comunale Mattia Moretto. «Sono passati dieci anni dal bando che ha permesso la riqualificazione di questa struttura. In questi casi, spesso, sarebbe più facile smantellare la struttura e costruirne un'altra ex novo. Il compito della politica è quello di dare nuova linfa a spazi identitari che rischiavano l'abbandono. Questo rappresenta la volontà di rispettare il territorio e valorizzarlo in ogni sua forma, rispondendo così alle necessità dei cittadini».