HomeLa SpeziaCronacaAntognoni amore Viola: "Ma niente Centenario". La passione non cambia la frattura però restaAllo storico capitano della Fiorentina il premio “Coriolano Perioli“ di Arcola "Anche il ritiro della mia maglia l’ho saputo da un semplice comunicato".Allo storico capitano della Fiorentina il premio “Coriolano Perioli“ di Arcola "Anche il ritiro della mia maglia l’ho saputo da un semplice comunicato".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTrionfo del premio Perioli, un’edizione da record a Arcola nel parco “Mimma Rolla“ per la manifestazione dedicata alle glorie dello sport. Il tifo viola è esploso per la presenza di Giancarlo Antognoni che non riusciva a salire sul palco per gli abbracci, le strette di mano, le foto, le firme sulle maglie dei suoi ammiratori. Adulti, bambini, tutti ad accogliere il mitico numero 10, l’eleganza fatta calciatore, che ha partecipato con simpatia e amicizia all’evento giunto alla sesta edizione e organizzato grazie ad un’idea del vicesindaco Gianluca Tinfena, presentatore della serata affiancato dal giornalista Enzo Bucchioni. Ha aperto l’evento la cantante Braska, nota tifosa dello Spezia calcio, dando l’avvio ad una serata di ricordi, di aneddoti, ma anche di rivelazioni e di considerazioni più tecniche e sportive. Sul palco sono intervenuti Debora Cossu e Sergio Mollica in rappresentanza del Perioli Group, il cui apporto alla manifestazione è fondamentale, in ricordo dell’indimenticato Coriolano Perioli che salvò giovani vite arruolandoli nei vigili del fuoco e nello Spezia, evitando così che militassero in guerra, ma anche costruttore di un sogno: lo scudetto del ’44 con la vittoria contro un colosso, il Grande Torino di Vittorio Pozzo e Silvio Piola. "Per il sesto anno siamo qui sostenere il premio, le personalità invitate e insignite sono tutte di spicco dello sport – hanno detto Cossu e Mollica – quest’anno con Antognoni abbiamo ospite una persona ai massimi livelli". Antognoni si è quindi seduto liberato dai capannelli di tifosi, tra Tinfena e Bucchioni in un salotto sportivo fatto di amarcord ma anche di considerazioni sul calcio di oggi. "Mi vanto di essere il ragazzo di campagna – ha detto Antognoni – ho iniziato a giocare con passione e per divertimento per noi il pallone era tutto, da ragazzini dormivamo con il pallone nel letto. Ho iniziato la gavetta a 15 anni, allora uscire di casa non era come oggi. Firenze per me è stato un innamoramento, appena arrivato è scattato qualcosa, sono contento di aver fatto questa scelta, perché ancora oggi la gente mi riconosce".