ROMA Gli infermieri riceveranno 240 euro lordi in più al mese. La firma in calce al contratto della Sanità è arrivata ieri. E chiude il cerchio dei rinnovi contrattuali del periodo 2025-2027 di tutti i comparti del Pubblico impiego. Poco più di 3,1 milioni di dipendenti pubblici, sui 3,4 milioni totali, nei prossimi mesi riceverà gli aumenti in busta paga. Restano fuori per ora, solo i dirigenti, dai medici ai presidi, per i quali i rinnovi arrivano sempre dopo quelli del personale. Ma c’è un aspetto che non si può non sottolineare. Negli ultimi quattro anni, i dipendenti pubblici si sono visti rinnovare il contratto per ben tre volte. L’ultima tornata è durata solo sei mesi. Non era mai accaduto. Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, si era preso sin dall’inizio del suo mandato l’impegno a recuperare i ritardi e a firmare gli accordi con i dipendenti in tempo, senza più lasciare i lavoratori nel limbo dei contratti scaduti. «Il nostro impegno», dice al Messaggero, «è stato quello di puntare sin da subito sulle persone, perché nessuna organizzazione funziona senza le persone. E questo impegno», aggiunge Zangrillo, «lo abbiamo potuto rispettare grazie a uno stanziamento di 30 miliardi che ci ha permesso di affrontare le trattative con i sindacati con argomenti adeguati. Abbiamo calcolato che con i tre rinnovi le retribuzioni sono aumentate in media tra il 16 e il 20 per cento».