The Donald cerca di fare notizia coi cappelli «Trump 2028» o alimentando la rivalità Rubio-JD Vance per la nomination repubblicana, ma stavolta il gioco dei diversivi non basta a distogliere l’attenzione dal crollo della sua popolarità tra gli americani in generale, e anche tra i suoi MAGA: lo accusano di aver tradito i caposaldi ideologici del trumpismo a partire dal no al coinvolgimento in guerre lontane. Così molti conservatori sono alla ricerca di nuovi eroi. E tanti giovani repubblicani disillusi rivalutano la figura di Richard Nixon, visto come il vero apripista della filosofia America First. Il presidente della vergogna repubblicana, costretto alle dimissioni mezzo secolo fa per lo scandalo Watergate, messo alla porta dal suo stesso partito che era pronto all’impeachment, è stato per decenni una figura che la destra americana ha preferito dimenticare. Ma perché vergognarsi di Nixon quando Trump ha fatto cose anche più gravi, protetto dall’immunità pressoché totale concessa al presidente dalla Corte Suprema? E allora ecco che, tra campagne della Fondazione Nixon, un tam tam ben orchestrato sui social media, il diffondersi di gruppi di fans postumi come «Pretty Girls for Nixon», si passa dalla riabilitazione del 37esimo presidente americano, «benedetta» anche da JD Vance (lo considera una vittima dello stesso deep state che ha attaccato Trump), all’esaltazione del «Lincoln della California»: definizione enfatica coniata dalla generazione Z repubblicana. Un’onda definita «Nixonmaxxing», alimentata da video YouTube divenuti virali (milioni di visualizzazioni) come quello nel quale Nixon dichiara «I’m not a crook» (non sono un truffatore) col sottofondo di colonne sonore di film di gangster. Ma con Nixon che può al massimo essere riabilitato nel pantheon repubblicano, tra i MAGA che si sentono traditi dal loro leader prende forma una coalizione promossa da ex parlamentari che hanno contestato Trump come Marjorie Taylor Greene e Tom Massie o l’ex capo della Antiterrorismo, Joe Kent: vogliono costituire un terzo partito che avrebbe come candidato alla presidenza il popolarissimo conduttore televisivo di estrema destra Tucker Carlson: ex Fox ed ex trumpiano di ferro. Negli Usa il «terzo incomodo» non ha mai avuto fortuna, ma Tucker non si tira indietro: ha già pubblicato i suoi «dieci comandamenti» per la prossima presidenza.
Maga traditi in fuga da Trump?
Molti conservatori sono alla ricerca di nuovi eroi. E tanti giovani repubblicani disillusi rivalutano la figura di Richard Nixon, visto come il vero apripista della filosofia America First.








