Di: Grigioni Sera - Alessandro Tini/LP Un gruppo di abitanti di Leggia, residenti a pochi metri dall’attuale centro rifiuti del Moesano, denuncia gravi criticità nell’imminente bando quinquennale per la gestione dei rifiuti. Le problematiche riguardano criticità nell’ambito degli appalti a livello di pianificazione e del loro impatto ambientale. La storia inizia nel 2007. Da allora sarebbero stati necessari quattro bandi quinquennali, ma ne risulta pubblicato uno solo: quello successivo alla trasmissione di Falò dedicata al tema lo scorso anno. Un gruppo di abitanti di Leggia ha deciso di rompere il silenzio.A riguardo, Grigioni Sera ha intervistato l’avvocato Leandro Noi, che, documenti e analisi alla mano, rappresenta il gruppo civico.Quali sono le irregolarità che sono state riscontrate?Le cifre parlano chiaro. Gli ultimi due appalti della Corporazione dei Comuni del Moesano per la raccolta e l’eliminazione dei rifiuti (CRER) ammontano a 2 milioni di franchi per i rifiuti da inceneritore e un milione per riciclaggio. Il concordato cantonale sugli appalti pubblici prevede l’obbligo di concorso per importi superiori a 250’000 franchi. Consultando i registri pubblici tra il 2008 e il 2025, non risulta alcun bando. Dodici anni di apparente vuoto totale.Le vostre preoccupazioni riguardano anche l’ambiente?Assolutamente sì. Il bando per riciclaggio e ingombranti, per cui si attende una prossima decisione del CRER, esige che l’appaltatore raccolga e trasporti i rifiuti nella propria piazza di deposito per la triturazione. Il problema è che l’Ufficio cantonale dell’ambiente autorizza questo centro a triturare unicamente legno naturale. Ma le esigenze sono evidentemente altre: mobili laccati, scarti edili, rifiuti misti. È una contraddizione insostenibile.Ci sono altri problemi strutturali?Anche gli spazi non rispettano i requisiti del bando. L’appaltatore deve disporre di strutture conformi alle leggi che permettano deposito e trattamento del materiale ingombrante. Ma come abbiamo appena visto, questo non è possibile. Secondo il testo del bando, le imprese che non rispettano i criteri di idoneità devono essere escluse dal concorso. L’attuale gestore dovrebbe quindi essere escluso.Cosa temete possa accadere?Temiamo che la questione venga risolta con un escamotage che prolungherebbe di almeno altri cinque anni una situazione ormai inaccettabile per legge e rischiosa per la salute. L’Ufficio cantonale per l’ambiente vincola infatti ogni 5 anni le licenze operative dell’attuale gestore a una ripianificazione locale, proprio perché il centro non è conforme alla destinazione della zona. Un’attività che prevede il deposito di rifiuti speciali - problematici e potenzialmente inquinanti - su un fondo non conforme comporta un evidente pericolo ambientale a nostro avviso.E questa ripianificazione è prevista?No. Non è prevista né dalle linee guida territoriali del Comune di Grono né dalla Regione. Di conseguenza, il centro non potrà ottenere una nuova licenza operativa nel 2028, compromettendo l’idoneità richiesta dal concorso attuale. È un cortocircuito normativo.Qual è il rischio maggiore per il territorio?C’è un altro aspetto gravissimo: assegnare oggi un appalto del genere blinderebbe questa azienda privata per i prossimi cinque anni. Il CRER e i Comuni si ritroverebbero legati a un doppio filo, creando un interesse pubblico che di fatto protegge un privato e lo rende intoccabile sul territorio. È inaccettabile che una situazione irregolare venga perpetuata con denaro pubblico.Avvocato Noi, ma la CRER come risponde ai quesiti che aveste posto?Cito testualmente dalle loro risposte: “La CRER non è tenuta a fornire informazioni o ad allestire documenti su richiesta di singoli cittadini quando gli aspetti sollevati non toccano direttamente la sfera individuale del richiedente, ma riguardano aspetti gestionali interni e di competenza esclusiva dei nostri organi”. Precisano inoltre che “in assenza di applicabilità della legge sulla trasparenza per la fattispecie in esame, non sussiste la base legale per la divulgazione arbitraria di informazioni riguardanti l’ente pubblico”. Fine citazione: È ora che questa trasparenza sia introdotta! Il presidente della CRER non entra nel meritoInterpellato dalla RSI, il presidente della CRER Graziano Zanardi non ha ritenuto di entrare nel merito delle questioni sollevate dall’avvocato Noi affermando che “la CRER si atterrà alle determinazioni che saranno assunte dagli organi superiori, riconoscendone la competenza in materia”.07:54Grigioni seraGrigioni sera 06.08.2026, 19:00
Appalti rifiuti nel Moesano, denunciate presunte criticità - RSI
Insorge un gruppo di cittadini, preoccupati anche per l’impatto ambientale - Il presidente della CRER non entra nel merito








