In Alto Adige è in atto un ricambio generazionale con giovani agricoltori che prendono in mano i masi di famiglia e trasformano un mestiere antico in un progetto moderno, capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità. E lo fanno in un'epoca in cui le aree montane fanno i conti con lo spopolamento. I giovani, figli e figlie di agricoltori, scelgono di restare e di far parte del volto più autentico dei masi Gallo Rosso, la rete che riunisce oltre 1.600 agriturismi altoatesini e promuove un turismo strettamente legato al territorio. È una scelta dettata dalla passione per la natura, dal desiderio di custodire un patrimonio tramandato di generazione in generazione e dalla volontà di offrire agli ospiti un'esperienza autentica, lontana dai ritmi frenetici della vita quotidiana.
Dal 1998 la rete dei masi Gallo Rosso sostiene lo sviluppo delle attività complementari all'agricoltura, favorendo un modello che permette ai contadini di diversificare il reddito e ai visitatori di conoscere da vicino lo stile di vita delle famiglie altoatesine. Oggi il progetto trova nuova linfa proprio nella scelta dei giovani di restare, innovare e continuare a custodire un patrimonio che rappresenta uno degli elementi distintivi dell'Alto Adige. La nuova agricoltura di montagna non significa soltanto produzione agricola: i giovani contadini sono protagonisti anche dell'accoglienza 'moderna'; parlano più lingue, utilizzano i social per raccontare il proprio lavoro e mettono a frutto percorsi di studio in ambito agricolo e turistico. Al tempo stesso investono in pratiche sostenibili, dall'agricoltura biologica all'uso delle energie rinnovabili, dalla gestione responsabile dell'acqua alla valorizzazione delle produzioni locali, contribuendo così alla tutela del paesaggio alpino che rappresenta uno dei principali patrimoni dell'Alto Adige.






