Davanti al rifugio comunale di Vittoria, da più di cinque giorni, giace il corpo di un cane. Nessuno lo ha rimosso, nessuno gli ha restituito almeno l’ultimo gesto di rispetto. È morto dove qualcuno lo aveva abbandonato, forse quando era ormai vecchio, forse malato, forse semplicemente non più utile. Ha esalato l’ultimo respiro davanti a un luogo che avrebbe dovuto rappresentare la speranza, e quella speranza non è mai arrivata. Il suo corpo si sta decomponendo sotto gli occhi di tutti, mentre il tempo consuma ciò che resta della sua carne e della nostra coscienza. «Ci sono morti che non fanno notizia. Fanno solo cattivo odore», afferma l’Oipa Ragusa, denunciando una situazione che definisce «inaccettabile e indegna di un territorio civile».

Secondo l’associazione, il cane sarebbe rimasto lì per giorni nell’indifferenza dei gestori del rifugio e dell’amministrazione comunale. «È questo il valore che diamo a una vita quando non parla, non vota, non protesta?», si chiedono i volontari, sottolineando come per troppi un randagio sia solo un numero, un fastidio, un oggetto da eliminare quando diventa vecchio, malato o ingombrante. E quando muore, persino il suo corpo può aspettare. «Tanto non reclama giustizia», aggiunge l’Oipa, che parla di una «ferita morale» che riguarda l’intera comunità.