A inizio luglio un uomo tibetano, Lobga Rangzen, è morto dandosi fuoco davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York. Rangzen aveva deciso di farlo per protestare contro il controllo cinese sul Tibet. La sua morte ha avuto grande eco tra i tibetani che vivono all’estero, e nelle ultime settimane ci sono state molte manifestazioni in suo onore e contro la Cina.

Lobga Rangzen era noto nella comunità tibetana di New York soprattutto per il suo attivismo e la sua dedizione alla causa dell’indipendenza del Tibet. Era una scelta che aveva evidenziato anche modificando il suo nome: aveva abbandonato quello originale, Lobsang Palden, per adottare appunto il nome Rangzen, che significa “indipendenza” in tibetano.

Un memoriale per Lobga Rangzen, vicino alla sede delle Nazioni Unite a New York (Reuters/Jordan Tovin)

Il Tibet è una regione montuosa nel sud-est dell’Asia. La Cina la annesse nel 1951 dopo alcuni decenni in cui, approfittando della debolezza del governo centrale cinese, la regione si era resa indipendente. Nel 1965 le diede lo status di regione autonoma: la Cina sostiene che questo serva a dare maggiore autonomia alle autorità locali e a proteggere la libertà di religione e la cultura del Tibet. Allo stesso tempo, l’appartenenza alla Cina servirebbe come stimolo all’economia e aiuterebbe quindi lo sviluppo.