Nei primi sette mesi del 2026 sono stati presentati nel mondo 102 nuovi modelli di serie, uno in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Dietro un dato complessivo quasi invariato emerge però una trasformazione profonda degli equilibri industriali. I costruttori cinesi hanno firmato 57 debutti, pari al 56% del totale, confermando una capacità di rinnovamento dell’offerta che non trova riscontro negli altri grandi Paesi produttori

Sceglici su:

I costruttori cinesi hanno presentato 57 nuovi modelli, pari al 56% del totale. La graduatoria prende in considerazione la nazionalità dei gruppi che hanno sviluppato le vetture, non il luogo nel quale vengono assemblate. Una distinzione sempre più rilevante, perché progettazione, ingegnerizzazione, fornitura dei componenti e produzione finale sono spesso distribuite tra più mercati. Anche adottando questo criterio, il peso della Cina resta netto.

Germania prima in Europa

L’Europa ha presentato complessivamente 30 nuovi modelli. La Germania guida il continente con 19 debutti e mantiene un’attività nettamente superiore a quella degli altri Paesi europei. Il Giappone si ferma a sette novità, mentre la Corea del Sud ne conta sei. Più arretrati gli Stati Uniti, con appena due modelli completamente nuovi, entrambi riconducibili a General Motors. Ford e Tesla non hanno introdotto vetture inedite durante i primi sette mesi dell’anno, un dato che evidenzia la diversa velocità dei cicli di prodotto rispetto ai gruppi asiatici. L’Italia registra quattro debutti. La produzione numericamente limitata è concentrata su modelli dal posizionamento elevato, con Lancia Gamma, Ferrari Luce, Ferrari HC25 e Lamborghini Fenomeno Cabrio. Francia e Repubblica Ceca contano due novità ciascuna, mentre Romania, Spagna e Svezia si fermano a una.