L'episodio della Capitale è sintomo di criticità strutturali presenti in diverse città

Roma, 6 ago. – La stangata dell’Antitrust da 2,675 milioni di euro inflitta agli operatori di mobilità in sharing Bird, Dott e Lime a Roma per aver ostacolato le corse gratuite destinate agli abbonati Metrebus in queste ore riaccende i riflettori su un settore in profonda sofferenza a livello nazionale. Ma già da qualche settimana, a ricostruire i nodi critici dell’intero comparto è un’inchiesta condotta dalla testata specializzata Odissea Quotidiana sullo stato dello sharing in Italia, che mette in luce come l’episodio della Capitale sia solo il sintomo di criticità strutturali presenti in diverse città.

Nel mirino dell’indagine finisce la gestione dei bandi pubblici e le difformità tra l’offerta presentata dagli operatori in sede di gara e il servizio poi effettivamente erogato ai cittadini:

A Padova, l’inchiesta ha evidenziato il caso dell’assegnazione a Dott a seguito del bando comunale. Nonostante sulla carta l’operatore avesse garantito tariffe agevolate per i residenti, queste sono risultate di fatto “invisibili” sull’app ufficiale. Per accedervi viene richiesto un iter separato e complesso che disincentiva gli utenti dal fruirne. Una dinamica che anticipava i problemi poi sfociati nella sanzione Antitrust a Roma per le corse Metrebus. Diversa la situazione a Pisa, dove a fine 2024 il bando del Comune (tramite Pisamo) puntava su un servizio economico, con BIT aggiudicataria grazie a un’offerta da 1 euro per 15 minuti in e-bike e 0,50 euro per 30 minuti in bici muscolare. Tuttavia, all’atto pratico sull’applicazione si sono registrati costi di sblocco e tariffe al minuto che portano una corsa tipo ad esborsi fino a 10 volte superiori rispetto alle promesse di gara (5,20 euro per l’e-bike e 5,00 euro per la bici muscolare). Sulla vicenda è stato presentato anche un accesso agli atti in Consiglio Comunale. Infine, Milano: il quadro di incertezza e violazione delle prescrizioni tocca anche il capoluogo lombardo. Dal 15 luglio il Comune di Milano ha revocato la licenza all’operatore Bird a causa del mancato adeguamento all’obbligo di dotare i monopattini di targa identificativa, come prescritto dalle norme nazionali del Ministero dei Trasporti.