Troppe barriere all’ingresso, poca trasparenza e sistemi informatici che rifiutano la documentazione di chi ha più bisogno.A quasi dieci anni dal recepimento della normativa europea sul conto di base, l’accesso ai servizi finanziari essenziali in Italia continua a procedere a rilento.Una frenata strutturale che ha spinto la Banca d’Italia a intervenire con una stretta decisa, mettendo sotto la lente il comportamento degli intermediari bancari e finanziari.L’Autorità di Vigilanza ha pubblicato un pacchetto di orientamenti che punta a rimuovere gli ostacoli opposti alla clientela vulnerabile, fissando paletti chiari sulle modalità di offerta e stringenti scadenze di adeguamento per l’intero settore.Indice degli argomenti

Le prassi sotto accusa: dall’incompatibilità IT alle vendite di prodotti alternativiCaratteristiche del conto di baseIl panorama del mercato: conti di base normativi ed alternative digitali a canone azzeratoLe prassi sotto accusa: dall’incompatibilità IT alle vendite di prodotti alternativiI limiti del Conto di Base: l’alternativa fintech risulta spesso più vantaggiosaLe richieste della Vigilanza: come cambiano procedure e canali di venditaCalendario e responsabilità per le banche: deadline al 30 novembre 2026Le prassi sotto accusa: dall’incompatibilità IT alle vendite di prodotti alternativiL’indagine condotta da Palazzo Koch e le numerose segnalazioni giunte dalle associazioni dei consumatori tratteggiano un quadro caratterizzato da resistenze e inefficienze diffuse. Nonostante la legge riconosca il diritto individuale a un conto a canone onnicomprensivo (o del tutto gratuito per le fasce di reddito basse o pensionistiche), il collocamento del prodotto viene spesso disatteso o scoraggiato.Le principali problematiche emerse durante i controlli riguardano:Spinta commerciale verso prodotti più cari: tra le condotte scorrette figura il collocamento alternativo di conti di pagamento tradizionali, caratterizzati da costi di gestione decisamente più elevati per l’utente.Incompletezza dei cataloghi e disinformazione: in diversi casi il conto di base risulta assente dall’offerta ufficiale o privo dei servizi essenziali. Si rilevano inoltre carenze nella documentazione di trasparenza e una scarsa preparazione del personale di filiale, che omette di proporre la soluzione ai clienti aventi diritto.Rifiuti pretestuosi sui clienti a rischio o non residenti: viene spesso negata l’apertura a soggetti legalmente soggiornanti nell’Unione Europea, precari o senza fissa dimora, motivando il diniego con valutazioni generiche sulla situazione patrimoniale.Uso improprio delle norme antiriciclaggio: le verifiche AML vengono talvolta applicate tramite automatismi rigidi e discriminatori per intere categorie di clienti, anziché attraverso un’analisi proporzionata del singolo profilo.Blocchi e limiti dei sistemi informatici: gli applicativi IT di molti istituti non risultano configurati per accettare codici fiscali provvisori non alfanumerici o ricevute della richiesta del permesso di soggiorno, trasformando un cavillo tecnico in un rifiuto operativo.Caratteristiche del conto di baseIn base alla disciplina definita dal Testo Unico Bancario (TUB) in attuazione della direttiva europea Payment Accounts Directive (PAD), il conto di base presenta le seguenti caratteristiche strutturali:Finalità di inclusione finanziaria: è un conto di pagamento progettato per garantire a tutti i consumatori l’accesso ai servizi bancari essenziali a condizioni ed equità di prezzo predefinite.Diritto di accesso universale: spetta a tutti i consumatori legalmente soggiornanti nell’Unione Europea, compresi i soggetti senza fissa dimora, i richiedenti asilo e i rifugiati.Struttura di costo a canone unico od azzerato: prevede un canone annuo onnicomprensivo che copre un numero determinato di operazioni. È completamente gratuito (con esenzione dall’imposta di bollo) per le fasce di clientela economicamente vulnerabili:sotto gli 11.600 euro di ISEE: gratuità totale (azzeramento del canone annuo ed esenzione dall’imposta di bollo statutaria di 34,20 €).pensionati con trattamento fino a 18.000 euro lordi annui: il conto di base prevede un canone completamente azzerato e un pacchetto di operazioni dedicate, pur rimanendo soggetta l’imposta di bollo ove dovuta per legge per giacenze superiori ai 5.000 €.Servizi essenziali inclusi nel pacchetto: comprende esclusivamente le operazioni di base, tra cui:accredito dello stipendio o della pensione.Versamento e prelievo di contante.Esecuzione di bonifici SEPA e addebiti diretti (utenze).Emissione e gestione di una carta di debito (bancomat).Tetto al numero di operazioni annue: a differenza dei conti tradizionali, le operazioni gratuite incluse nel canone sono contingentate entro un numero fisso annuo definito per legge.Esclusione di concessione del credito: non consente l’accesso a forme di affidamento (fido bancario), scoperto di conto corrente né strumenti di credito come le carte di credito tradizionali.Il panorama del mercato: conti di base normativi ed alternative digitali a canone azzeratoMentre il regolatore richiama gli istituti tradizionali al rispetto dei requisiti di legge sul conto di base “puro”, l’evoluzione dei servizi finanziari digitali ha creato una sovrapposizione tra la soluzione normativa e i conti di pagamento ordinari che offrono operatività d’accesso senza costi fissi di gestione.Sul piano dell’offerta di mercato si distinguono due direttrici principali:I conti di base tradizionali della rete bancaria: gli istituti di credito italiani mettono a disposizione la versione prevista dal TUB (esente da spese per redditi ISEE sotto la soglia di legge o pensioni minime). Un esempio significativo è rappresentato dal Conto OnLine Crédit Agricole, che affianca alla gamma standard il conto di base regolamentato, garantendo un’operatività essenziale accessibile sia tramite canale fisico sia in modalità remota.Le soluzioni digitali “assimilabili” per struttura di costo: parallelamente, l’ingresso di banche fintech e neo-broker ha reso disponibili conti di pagamento che, pur operando su contratti ordinari, offrono un profilo di spesa nullo o fortemente contenuto che risponde concretamente all’esigenza di inclusione operativa:Revolut: operando tramite la propria succursale italiana, prevede a catalogo sia il Conto di Base formale (conforme alla Direttiva PAD ed esente da costi e bollo per le fasce vulnerabili ISEE), sia il piano Revolut Standard, che funziona come conto a canone azzerato e operatività interamente gestibile da smartphone.BBVA: l’istituto opera sul mercato con un conto di pagamento a zero canone mensile a vita, bonifici gratuiti e prelievi di contante senza commissioni sopra soglia, abbinando le funzionalità operative di base a una fruizione digitale.SelfyConto (Banca Mediolanum) conto di pagamento digitale a canone zero (fino a 30 anni o azzerabile promozionalmente), con prelievi e bonifici SEPA gratuiti per le esigenze operative di base.Hype: piattaforma di monetica con IBAN che offre un piano base gratuito denominato Hype, orientato alla gestione dei pagamenti digitali e delle carte di debito.Trade Republic: la piattaforma di investimento offre una gestione della liquidità priva di canoni di tenuta con riconoscimento di tassi d’interesse sulla giacenza, posizionandosi come opzione alternativa di deposito e gestione senza costi fissi.Banca d’Italia stringe i controlli sul conto di base: stop agli ostacoli e adeguamenti obbligatori per le bancheTroppe barriere all’ingresso, poca trasparenza e sistemi informatici che rifiutano la documentazione di chi ha più bisogno. A quasi dieci anni dal recepimento della normativa europea sul conto di base (Payment Accounts Directive – PAD), l’accesso ai servizi finanziari essenziali in Italia continua a procedere a rilento. Una frenata strutturale che ha spinto la Banca d’Italia a intervenire con una stretta decisa, mettendo sotto la lente il comportamento degli intermediari bancari e finanziari.L’Autorità di Vigilanza ha pubblicato un pacchetto di orientamenti che punta a rimuovere gli ostacoli opposti alla clientela vulnerabile, fissando paletti chiari sulle modalità di offerta e stringenti scadenze di adeguamento per l’intero settore.Le prassi sotto accusa: dall’incompatibilità IT alle vendite di prodotti alternativiL’indagine condotta da Palazzo Koch e le numerose segnalazioni giunte dalle associazioni dei consumatori tratteggiano un quadro caratterizzato da resistenze e inefficienze diffuse. Nonostante la legge riconosca il diritto individuale a un conto a canone onnicomprensivo (o del tutto gratuito per le fasce di reddito basse o pensionistiche), il collocamento del prodotto viene spesso disatteso o scoraggiato.Le principali problematiche emerse durante i controlli riguardano:Incompletezza dei cataloghi e disinformazione: In diversi casi il conto di base risulta assente dall’offerta ufficiale o privo dei servizi essenziali. Si rilevano inoltre carenze nella documentazione di trasparenza e una scarsa preparazione del personale di filiale, che omette di proporre la soluzione ai clienti aventi diritto.Rifiuti pretestuosi sui clienti a rischio o non residenti: Viene spesso negata l’apertura a soggetti legalmente soggiornanti nell’Unione Europea, precari o senza fissa dimora, motivando il diniego con valutazioni generiche sulla situazione patrimoniale.Uso improprio delle norme antiriciclaggio: Le verifiche AML vengono talvolta applicate tramite automatismi rigidi e discriminatori per intere categorie di clienti, anziché attraverso un’analisi proporzionata del singolo profilo.Blocchi e limiti dei sistemi informatici: Gli applicativi IT di molti istituti non risultano configurati per accettare codici fiscali provvisori non alfanumerici o ricevute della richiesta del permesso di soggiorno, trasformando un cavillo tecnico in un rifiuto operativo.Push commerciale verso prodotti più cari: Tra le condotte scorrette figura il collocamento alternativo di conti di pagamento tradizionali, caratterizzati da costi di gestione decisamente più elevati per l’utente.I limiti del Conto di Base: l’alternativa fintech risulta spesso più vantaggiosaNonostante la tutela normativa, la scelta di un conto di base perimetro PAD presenta rigidità operative strutturali.La legge definisce il conto di base come uno strumento essenziale, imponendo un numero contingentato di operazioni annue comprese nel canone (ad esempio un tetto prefissato su bonifici SEPA o prelievi di contante) e limitando i servizi accessori disponibili.In questo contesto, l’apertura di un conto digital o fintech a canone zero sul mercato libero risulta frequentemente più vantaggiosa per l’utente per diverse ragioni analitiche ed operative:Assenza di tetti operativi rigidi: mentre il conto di base normativo prevede limiti stringenti sulle transazioni gratuite erogabili nell’anno, le banche digitali offrono spesso bonifici SEPA ordinari e pagamenti digitali illimitati compresi nel profilo standard.Accesso a funzionalità di pagamento avanzate: piattaforme digitali come Revolut, BBVA o Hype integrano nativamente sistemi di scambio denaro in tempo reale tra utenti (P2P), carte virtuali usa-e-getta per acquisti online in sicurezza, funzionalità di salvadanaio digitale (vault) e strumenti di budgeting, opzioni escluse dalla disciplina essenziale del conto di base.Bonifici istantanei e remunerazione della liquidità: molti conti fintech includono la gestione dei bonifici istantanei a costi marginali o nulli ed elementi a valore aggiunto come il rendimento sulla liquidità giacente (come nel caso di Trade Republic o BBVA), laddove il conto di base non prevede alcuna remunerazione del capitale.Flessibilità e onboarding 100% digitale: i processi di verifica dell’identità e gestione del rapporto nelle neo-banche si svolgono interamente tramite smartphone in tempi ridotti, superando molte delle macchinosità burocratiche o cartacee che ancora caratterizzano le filiali tradizionali.Le richieste della Vigilanza: come cambiano procedure e canali di venditaPer superare queste criticità, Via Nazionale ha delineato una serie di aspettative vincolanti volte a riallineare l’operatività degli intermediari al dettato normativo.Ambito di InterventoLinee Guida di Banca d’ItaliaNormativa InternaChiarire l’estensione del diritto a tutti i soggiornanti UE (inclusi rifugiati e richiedenti asilo). Separare le valutazioni sul merito di credito dai requisiti per accedere al conto base. Vietare i rifiuti AML basati su meri automatismi categorici.Sistemi IT e ProcessiAdeguare le piattaforme informatiche all’acquisizione di documenti non standard. Fornire risposte tempestive e motivate in caso di rifiuto, indicando la possibilità di ricorso ad ABF o Banca d’Italia. Tracciare i reclami e i tassi di rinuncia per correggere i flussi operativi.Reti e TrasparenzaGarantire visibilità al prodotto su siti, app e filiali. Avviare piani formativi obbligatori per gli addetti alle vendite. Promuovere la migrazione gratuita verso il conto di base per i clienti vulnerabili che stanno sostenendo costi su vecchi conti.Governance e ControlliPianificare verifiche periodiche da parte di Compliance e Audit e inviare flussi informativi costanti agli organi di amministrazione.Calendario e responsabilità per le banche: deadline al 30 novembre 2026L’orientamento espresso dall’Autorità impone un piano di adozione certo. Entro il 30 novembre 2026, le funzioni di Compliance e Internal Audit di ciascun intermediario dovranno terminare un’ampia verifica sulla conformità di procedure, software e prassi di vendita.L’esito dei controlli dovrà essere formalizzato in una relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. In presenza di anomalie residue a tale data, il CdA sarà tenuto a inviare una comunicazione ufficiale via PEC alla Banca d’Italia, allegando un piano di rientro dettagliato per la risoluzione definitiva delle criticità.