di
Giuliana Ferraino
Dopo OpenAI e Anthropic, anche l’Ai di Meta ha attaccato un’azienda vera: tre incidenti in poche settimane mostrano la difficoltà di confinare i modelli più avanzati. Il tema dei controlli statali
Un modello di intelligenza artificiale di Meta è riuscito ad attaccare i sistemi di un’altra azienda. Non era questo il test: l’AI avrebbe dovuto cercare vulnerabilità all’interno di un ambiente controllato. Un errore di configurazione le ha però aperto l’accesso a Internet e il modello ha sfruttato una falla nei sistemi di un fornitore esterno. È il terzo incidente di questo tipo emerso in poche settimane, dopo quelli ammessi da Anthropic e OpenAI.
Meta ha confermato mercoledì l’accaduto, senza indicare il nome del modello. Secondo il sito «The Information», si trattava di Muse Spark 1.1, il sistema più avanzato del gruppo per la programmazione e le attività svolte in autonomia. Il test era stato affidato a Irregular, una società specializzata nella valutazione delle capacità informatiche dell’AI. Irregular ha attribuito l’incidente allo stesso problema di configurazione riscontrato nel caso Anthropic, precisando che non si è trattato di una «sofisticata azione informatica».











