Milano, 6 ago. (askanews) – A settembre la direzione del cammino si inverte: dopo aver trascorso l’estate sui pascoli della valle dell’Otztal, nel Tirolo austriaco, centinaia di pecore torneranno nella confinante Val Senales il 12 e 13 settembre, attraversando valichi oltre i tremila metri e zone glaciali. E’ lo stesso percorso compiuto all’inizio della stagione estiva, lungo sentieri che collegano da generazioni i due versanti delle Alpi.

La transumanza qui non appartiene soltanto alla memoria, continua ad essere una pratica di allevamento legata all’uso stagionale dei pascoli e al lavoro di pastori e allevatori. All’inizio dell’estate le greggi salgono verso l’Otztal e qualche mese dopo affrontano il viaggio di ritorno. Nel frattempo cambiano la neve, le temperature e le condizioni della montagna, mentre restano i passaggi e i diritti di pascolo tramandati nel tempo tra le comunità delle due vallate.

E’ una forma di allevamento itinerante che conserva un rapporto diretto con l’ambiente alpino. Gli animali utilizzano per mesi aree d’alta quota che altrimenti rischierebbero l’abbandono. Il pascolamento contribuisce a mantenere aperte le superfici erbose e interviene nella conservazione degli habitat legati a prati e pascoli.