Sara Gilardi
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Come don Abbondio davanti ai bravi di don Rodrigo nei Promessi Sposi, anche la maggioranza sembra trovarsi di fronte al solito veto: queste preferenze s’hanno da fare oppure no? Anche se le discussioni continueranno formalmente fino al 7 agosto, le votazioni inizieranno a settembre; si è fissato inoltre al 1° settembre il termine massimo di presentazione degli emendamenti, dando così al campo largo il tempo per elaborare una strategia difensiva contro il “mostro giuridico” della maggioranza di governo.
Legge elettorale, intesa nel centrodestra. Ok a preferenza e alternanza di genere
In una rovente giornata d’agosto, a seguito dell’apertura di Forza Italia e del vertice dei capigruppo di maggioranza riuniti in via della Scrofa, la coalizione sta elaborando una strategia per “assestare” il testo della legge elettorale, inserendo così il voto di preferenza, ma con ulteriori accortezze. È lo stesso ministro Antonio Tajani in una recente intervista ad affermare di essere stato eletto con il sistema delle preferenze e di non vedere grossi problemi all’orizzonte. Come dimenticare, d’altronde, la bocciatura da parte della Camera dei deputati dell’inserimento delle preferenze: una votazione accolta tra strette di mano e grandi sorrisi del campo largo che, a scrutinio segreto, ha contribuito a mettere alla porta una riforma di cui avrebbe beneficiato l’intera classe politica e che avrebbe ridato la giusta valenza alla rappresentanza territoriale.












