Non solo concerti, spettacoli e trekking. La scommessa è molto più ambiziosa: trasformare la cultura in un servizio essenziale, al pari della scuola, della sanità o dei trasporti, per contrastare lo spopolamento delle aree interne e rendere possibile scegliere di vivere sull'Appennino. È l'obiettivo di Happennino – Festival dell'entroterra, manifestazione che dal 29 agosto al 20 settembre animerà sette comuni delle Marche con incontri, cammini, concerti e dibattiti, proponendosi però come qualcosa di più di un cartellone di eventi.L'idea parte da un dato che racconta la fragilità delle aree interne italiane. Secondo le stime Istat, oltre l'82% dei comuni di questi territori è destinato a perdere popolazione entro il 2043. Un fenomeno che negli ultimi anni ha alimentato una narrazione incentrata soprattutto su ciò che manca - scuole, ospedali, trasporti - mentre, spiegano gli organizzatori, oggi il dibattito europeo sta introducendo una prospettiva diversa: quella del "diritto a restare", ovvero la possibilità di rendere questi luoghi desiderabili in cui vivere.È in questo contesto che nasce l'appello lanciato dal festival, giunto alla nona edizione e ospitato tra Lunano, Carpegna, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace, Peglio, Apecchio e Sant'Angelo in Vado, nell'entroterra tra Pesaro e Urbino. L'edizione 2026 amplia inoltre il proprio raggio d'azione all'intera dorsale appenninica grazie alle collaborazioni con FSC® Italia e con il progetto "Atlante delle Rive". Happennino si presenta come il momento pubblico di un percorso culturale che punta a mettere in relazione persone, paesaggio e conoscenza attraverso incontri, concerti, trekking e cammini culturali con artisti, autori e divulgatori come Marco Paolini, Andrea Pezzi, Auroro Borealo, Benedetta Gori, Fill Pill e Rares.Per gli organizzatori Andrea Angelini, Francesco Martinelli e Vittoria Podrini, la sfida va oltre la programmazione culturale. "Le aree interne troppo spesso sono raccontate solo per i numeri dello spopolamento o la mancanza di servizi, mentre oggi rappresentano uno dei luoghi in cui immaginare nuovi modelli di sviluppo, più sostenibili e più equilibrati. E in questa prospettiva, siamo convinti che la cultura debba diventare uno strumento capace di rendere un territorio più abitabile, creando occasioni di incontro, rafforzando il senso di appartenenza, generando economie, attività, collaborazioni e costruendo comunità. La cultura non come elemento accessorio, né come un lusso riservato ai grandi centri urbani, ma un servizio essenziale, al pari della scuola, della mobilità o della sanità, perché contribuisce a rendere possibile una vita piena nei territori. Per Happennino investire nella cultura significa quindi investire nelle condizioni che permettono alle persone di restare, tornare o scegliere di abitare l'Appennino, trasformando i piccoli comuni in luoghi dove non ci si limita a vivere, ma nei quali è possibile costruire futuro".Il programma prenderà il via il 29 agosto al Convento di Monte Illuminato, a Lunano, con Auroro Borealo e lo spettacolo "Libri Brutti". Tra gli appuntamenti principali figurano il trekking con la botanica ed esploratrice di National Geographic Italia Benedetta Gori, gli incontri di "Confluenze" con Marco Paolini dedicati al rapporto tra fiumi, comunità e cambiamento climatico, una tavola rotonda sul cicloturismo, il concerto al tramonto di Rares, un trekking con il divulgatore Fill Pill all'interno del progetto "Imboscate" e la conferenza-spettacolo conclusiva di Andrea Pezzi dedicata al rapporto tra uomo e trasformazione digitale.Accanto al festival trovano spazio anche due nuovi progetti nazionali. "Imboscate", sviluppato con FSC® Italia, punta a raccontare i boschi dell'Appennino come luoghi di cultura e partecipazione attraverso trekking e incontri diffusi lungo la dorsale appenninica. "Confluenze", invece, nasce nell'ambito della call "Atlante delle Rive" di Marco Paolini e La Fabbrica del Mondo e utilizza il bacino del Metauro per riflettere sul rapporto tra acqua, territori e comunità, con l'obiettivo di costruire una rete di esperienze e progettualità condivise.L'idea di fondo resta la stessa: provare a ribaltare il racconto delle aree interne, non più come territori definiti dalle mancanze, ma come luoghi in cui immaginare nuove forme di sviluppo e costruire le condizioni perché restare diventi una scelta possibile.
"La cultura non sia un lusso ma un servizio essenziale". L'appello di Happennino, il festival dell'entroterra
La manifestazione torna dal 29 agosto al 20 settembre con Marco Paolini, Andrea Pezzi e altri ospiti, mettendo al centro il futuro delle aree interne










