Sulla pensione di agosto 2026 è scattata una trattenuta del 5% dell’importo lordo, che si ripeterà anche a settembre. A subirla sono i circa 50mila pensionati che ricevono una prestazione o una maggiorazione legata al reddito, ma non hanno ancora inviato all’Inps i dati sui propri redditi nel 2022. Se non lo fanno entro il 15 settembre, perderà l’accesso alla prestazione e dovrà restituire gli arretrati.

Una platea di pensionati che oggi ricevono dei benefici aggiuntivi, legati al loro reddito, rischia di perderli. E l'Inps, per sollecitarli, ha fatto scattare una trattenuta del 5% lordo dall'assegno di agosto. C'è tempo fino al 15 settembre 2026 per inviare all'Istituto i dati sul proprio reddito del 2022.

In caso contrario, la maggiorazione o prestazione assistenziale che si riceveva sarà revocata del tutto, e bisognerà anche restituire le somme ricevute impropriamente. La platea è di circa 50mila persone, come ha fatto sapere il direttore centrale Pensioni dell'Inps, Domenico De Fazio, intervenendo a UnoMattina su Rai1: "Le trattenute interessano circa 50 mila pensionati, pari allo 0,3% del totale dei pensionati". Ecco chi è interessato e cosa fare per evitare di perdere le somme in questione. Chi rischia di perdere l'assegno Inps Le stime affermano che si tratta di circa 50mila pensionati in Italia. Sono coloro che risiedono nel Paese e ricevono maggiorazioni o prestazioni assistenziali che sono direttamente legate al reddito. Ad esempio: