L'incertezza nell'area euro non accenna a diminuire. Nel bollettino economico di luglio, la Banca Centrale Europea traccia un quadro netto: "Le prospettive per i prezzi dell'energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate dagli esperti dell'Eurosistema a giugno 2026 e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente. L'incertezza resta elevata e l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno". I rischi per Eurotower ci sono. "Le prospettive di crescita dell'area dell'euro sono soggette a rischi al ribasso, mentre quelli per l'inflazione sono orientati al rialzo". Nuove interruzioni delle forniture energetiche potrebbero mantenere elevati i prezzi dell'energia, pesando su redditi reali, consumi e investimenti. Un peggioramento della fiducia sui mercati, un irrigidimento del credito e maggiori frizioni commerciali potrebbero inoltre indebolire la domanda, le esportazioni e le catene di approvvigionamento.
"Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l'intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto e si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine", scrive Francoforte. Sul fronte petrolifero, la tregua tra Washington e Teheran si è già incrinata. "In seguito all’accordo sul protocollo di intesa tra Stati Uniti e Iran i prezzi del petrolio sono diminuiti, ma i nuovi attacchi rendono la situazione estremamente instabile". Il Consiglio direttivo, pur mantenendo un orientamento favorevole, ha inoltre ribadito che non si vincolerà ad alcun percorso predefinito dei tassi. "Le decisioni", ribadisce Francoforte, "continueranno ad essere prese riunione per riunione, in base ai dati".







