“Ci stiamo abituando alla morte, ce ne stiamo dimenticando. Se ne parla sempre meno. Mi chiedo come sia possibile. Perché? Perché?”. A parlare è Vladislav Heraskevych, atleta ucraino di skeleton che alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 era stato squalificato per aver indossato un casco per rendere omaggio alle vittime dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, avviata quasi quattro anni fa. “Ci stiamo abituando alla morte? O ci stiamo abituando che in Ucraina possono essere uccisi bambini, donne, uomini, anziani, che qui si può morire?”, ha dichiarato nel corso di un’intervista a Repubblica.

“Io i miei amici li vedo ai funerali“, ha spiegato Heraskevych, che ogni giorno nelle sue storie su Instagram posta immagini del drone che ha distrutto un condominio vicino a Kiev, i numeri di morti e feriti e continua a documentare quanto accade nel suo Paese. “Sa cosa succede a volte durante le sessioni in palestra o altrove? C’è qualcuno che guarda il telefono con orrore. E scoppia a piangere. Un messaggio durante un allenamento è spesso una notizia terribile, dolorosa: un amico, un collega, un conoscente, un familiare che è morto o ferito in modo grave. È durissima da accettare. Cerco di scrivere delle vittime del mondo dello sport ucraino. Di postare video con le immagini dell’orrore. L’attenzione verso le vittime di questa guerra è diminuita, dobbiamo tutti parlarne di più”, ha tuonato Heraskevych.